Silvio Berlusconi gioca il jolly e, dopo la rottura con Raffaele Fitto, lancia la candidatura a governatore della Puglia di Adriana Poli Bortone, già ministro dell’Agricoltura del suo primo governo nonché esponente storica della postmissina meridionale. In questo modo l’ex premier ha replicato agli attacchi del candidato del centrodestra, Francesco Schittulli, schieratosi con l’eurodeputato di Maglie, prefigurando una alleanza le cui altre gambe potrebbero essere Fratelli d’Italia e Noi con Salvini. La proposta è stata formulata «d’intesa col presidente Silvio Berlusconi con l’auspicio - ha spiegato il coordinatore regionale di Fi Luigi Vitali - di incontrare la disponibilità della stessa senatrice e l’intesa con Fratelli d’Italia, Noi con Salvini e con tutti i partiti e movimenti che sostengono la linea di Forza Italia». Vitali ha poi aggiunto che a spingere FI verso questa posizione è stata «l’inopinata e ingiustificata esclusione del nostro partito dalla coalizione a sostegno di Francesco Schittulli». La carta messa sul tavolo da Berlusconi ha sparigliato i giochi degli alleati di Schittulli e del movimento di Salvini. Adriana Poli Bortone - che giovedì aveva partecipato a un’iniziativa a Bari con Schittulli e Giorgia Meloni - ha ringraziato per la considerazione, chiedendo tempo per discutere la prospettiva all’interno di FdI. «Sono una persona alla quale piace far politica immensamente - ha spiegato - ma mi ero messa tranquillamente da parte per cui non ci pensavo nemmeno a un’eventualità del genere e neanche a candidarmi nella lista con Fratelli d’Italia». «Devo sentirmi con la Meloni - ha specificato - perché ci sono accordi a livello nazionale e bisognerà vedere che ricaduta, eventualmente, possono avere in Puglia». Di sicuro Fdi, che è stato il primo partito a lanciare la candidatura di Schittulli, è dilaniato tra una scelta di coerenza (con l’oncologo) e la possibilità di mettere in campo un candidato del proprio partito. La Meloni ha condizionato il suo placet alla prospettiva unitaria (una chimera al momento). Anche il movimento «Noi con Salvini» è rimasto spiazzato dalla possibile discesa in campo della Poli Bortone. I vertici regionali sono apparsi freddi: «Il fidanzamento forzato con FI - ha detto il coordinatore Rossano Sasso - potrebbe diventare meno forzato se il candidato fosse di nostro gradimento, o potrebbe diventare un matrimonio se il candidato fosse il nostro. La Poli Bortone? Non è di nostro gradimento». Subito dopo è intervenuto Matteo Salvini per rettificare: «Se Forza Italia deciderà di fare la strada con noi è la benvenuta». Il leader del Carroccio, che nel pomeriggio ha fatto un ampio giro di orizzonti tra sostenitori e interlocutori di altri partiti in Puglia, ha assunto una posizione attendista, sperando che da questo confronto possa raccogliere due risultati: una coalizione senza alfaniani e magari un candidato giovane di centrodestra (gradito a Berlusconi). Raffaele Fitto, invece, ha rimarcato la distanza dal gruppo dirigente di Forza Italia con una nota sul suo blog: «Caro Presidente Berlusconi, stai scegliendo una linea da "cupio dissolvi"». Poi ha paragonato il partito a «un triste bunker per un triste tramonto politico», aggiungendo che «questa scelta di divisione è sia autolesionistica sia censurabile sul piano dello Statuto». E sullo sfondo non si escludono altri colpi di scena (legali) sull’utilizzo del simbolo di Forza Italia, che la minoranza potrebbe contendere ai lealisti.
Puglia, Forza Italia alle comiche finali
Fdl chiede massima condivisione. Salvini un volto nuovo, Fitto attacca: "Berlusconi vuole il cupio dissolvi". Dopo la rottura con Schittulli gli azzurrilanciano la Poli Bortone. Che però frena
