Ci mancavano solo gli affitti non dovuti al Comune ma alla fine - c’era da immaginarselo - sono saltati fuori. Le inchieste sono così, più scavi e più vengono a galla magagne, papocchi, situazioni che con il buon senso non hanno niente a che vedere. Affittopoli, anzi, Affittopoli 2, ne è l’esempio lampante, con il risultato che i dubbi che sorgono, per una mera questione di logica, guarda caso se li pongono anche gli inquirenti che indagano sul caos cosmico della gestione del patrimonio immobiliare di Roma Capitale. A cominciare dalle cosiddette Concessioni, ovvero quelle aree o quei fabbricati assegnati a cominciare dalla fine degli anni ’90 ad associazioni «senza scopro di lucro» per fini «socio-culturali», di cui Il Tempo ha pubblicato una prima lista pochi giorni fa. Assegnazioni che solo in pochi casi si sono trasformate in formali concessioni, e cioè in veri e propri contratti d’affitto, così come disposto nelle stesse ordinanze di assegnazione firmate volta per volta dal sindaco di turno, che recitano: «La presente diviene inefficace se nel termine previsto dall’art. 4 della delibera consiliare 202/96 (120 giorni, ndr), non verrà adottato da parte della Giunta il provvedimento formale di assegnazioni (leggasi concessione, ndr)». Così, dall’abusivissmo Circolo degli Artisti - noto locale della movida romana ora posto sotto sequestro grazie proprio a un’inchiesta de Il Tempo - passando per le aree pubbliche "okkupate" dai centi sociali e fino ai locali comunali assegnati alle associazioni culturali, arriviamo allo strano caso dell’Unar, (Unione delle associazioni regionali) il cui presidente candidamente rivela che l’associazione, oltre a non essere in possesso del contratto d’affitto («nonostante le insistenti richieste di regolarizzazione inoltrate agli uffici comunali»), paga in ogni modo un affitto al Campidoglio. L’affitto? Il buon senso, come al solito, viene in nostro soccorso. Come può il Comune riscuotere un affitto se non esiste il contratto d’affitto (concessione, ndr)? A che titolo? Ma soprattutto: dove vanno a finire questi soldi? Sotto quale voce di Bilancio? Possibile che il Comune riscuota una sorta di "affitto in nero"? L’ipotesi è di quelle che mettono paura. Ma per fortuna il dubbio è venuto pure alla procura, e il caso dell’Unar (certo non unico) rischia di trasformarsi in un nuovo fronte investigativo.
La procura indaga sugli affitti non dovuti
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