Politica

l’optional della sicurezza

di Gian Marco Chiocci Solo quando ci scappa il morto c’è la speranza di cambiare le cose, svegliare le coscienze, rimuovere i pregiudizi collegati a tornaconti politici. Solo con la ciclica...

Solo quando ci scappa il morto c’è la speranza di cambiare le cose, svegliare le coscienze, rimuovere i pregiudizi collegati a tornaconti politici. Solo con la ciclica elaborazione del lutto i governanti si ritrovano costretti a ragionare su quel che prima del fattaccio mai avrebbero pensato di fare. Accade sempre così. Puntualmente succede di nuovo in queste ore che il sistema di sicurezza del luogo pubblico più sorvegliato del Paese è stato violato da un bancarottiere solitario che ha sparato come nel videogame Hitman, scorazzando da un piano all'altro del Tribunale, eppoi fuggendo dalla porta principale. Anziché il mea culpa le istituzioni recitano il rimpallo delle responsabilità, giocano a scaricabarile, promettono, annunciano, chiedono teste da sacrificare. Succede che a due settimane dall'Expo, il Giubileo vicino, con l'Isis ai confini di casa, l'Italia si riscopre vulnerabile pure nel tempio della giustizia dove i tagli hanno portato a un drastico abbassamento della sicurezza. Tutti a chiedersi come sia stata possibile quella carneficina lì, noi no. L’abbiamo scritto, lo ripetiamo:le sforbiciate oltre ogni logica alle forze dell’ordine comportano prezzi salatissimi da pagare. Milano paga dazio e piange i suoi morti. Il governo, nemico giurato di polizia e carabinieri, pagherà la blindatura dei tribunali d’Italia per lavarsi la coscienza. Poi sarà il nulla, fino al prossimo morto ammazzato.

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