Il tiro al piccione su Gianni De Gennaro per i fatti di Genova non ci è mai piaciuto. Men che meno piace oggi che a sparargli alla schiena è Matteo Orfini, il proconsole di Renzi di quel Pd romano travolto dagli scandali e dalle inchieste. Non ci piace il plotone moralizzatore perché l'ex capo della polizia è stato assolto sulla Diaz in primo grado e in Cassazione in quanto «il fatto non sussiste»; perché nessuno dei suoi sottoposti l’ha tirato in ballo anche solo per schivare la condanna; perché sullo sbirro che piaceva agli americani e meno ad Andreotti sono state dette, scritte e favoleggiate milioni di cose che non hanno trovato riscontro, se non a suo favore: una su tutte la condanna per calunnia di Massimo Ciancimino. Poi ognuno può pensare quel che vuole della disorganizzazione delle forze dell’ordine a Genova, delle violenze mella scuola, del mancato beau gest del Comandante in capo della Polizia che avrebbe dovuto/potuto alzare la mano e dire, «fermi tutti, visto che le cose sono andate così la colpa è comunque mia. Chiedo scusa per gli abusi». Altra cosa è lavare la vergogna di Genova con un tweet, come ha fatto Orfini, chiedendo l’allontanamento di De Gennaro dalla presidenza di Finmeccanica nonostante la riconferma di Renzi. Così facendo Orfini rilancia il doppiopesismo del premier, garantista per gli amici suoi indagati al governo, giustizialista per i non amici non indagati nell’esecutivo. Ragionando alla Orfini-maniera verrebbe da chiedere al commissario politico del Pd e ai compagni di Sel che insieme siedono in giunta con Marino se non sia il caso di chiedere contestualmente le dimissioni del magistrato Alfonso Sabella, assessore alla legalità, che ai tempi del G8 sovrintendeva la caserma carceraria di Bolzaneto oggetto di agghiaccianti racconti e torture ben peggiori di quelle alla Diaz. Sabella, come De Gennaro, poteva non sapere tant’è che ha subito un'indagine ed è stato prosciolto. Ecco perché entrambi devono restare dove stanno. Orfini, piuttosto, torni da dov’è arrivato.
Orfini, lo sbirro e l’assessore
di Gian Marco Chiocci Il tiro al piccione su Gianni De Gennaro per i fatti di Genova non ci è mai piaciuto. Men che meno piace oggi che a sparargli alla schiena è Matteo Orfini, il proconsole di...