Una volta che il ddl Rai troverà applicazione i consiglieri di amministrazione della nuova Rai saranno "licenziabili". Il loro incarico potrà essere revocato. Finalmente si può prendere visione della legge a circa una settimana dal Consiglio dei ministri che lo ha approvato. I consiglieri di amministrazione - che saranno sette invece degli attuali nove - potranno essere cacciati dall'Assemblea dei soci della tv di Stato (ministero dell'Economia e Siae) a patto che arrivi "valutazione favorevole" da parte dei deputati e senatori che siedono nella Commissione parlamentare di Vigilanza. Stesso destino, o quasi, per l'amministratore delegato che prenderà in mano le redini della Rai. L'ad potrà essere allontanato dallo stesso consiglio di amministrazione che lo ha eletto, si presume con voto a maggioranza, sentita l'assemblea dei soci. L'amministratore delegato resterà in carica per tre anni. In caso di licenziamento anticipato, avrà diritto a un piccolo paracadute economico, pari a "tre dodicesimi del compenso annuo". Avrà poteri importanti. Nominerà direttamente i "dirigenti apicali" (come i direttori delle reti televisive o i manager di prima fascia) senza bisogno di un voto favorevole del cda, che dovrà essere semplicemente interpellato. Sempre l'amministratore delegato avrà un potere di spesa fino a dieci milioni di euro. Firmerà dunque, in totale solitudine, i contratti fino a questo ingente importo. Per valori superiori, sarà necessaria l'approvazione del consiglio di amministrazione.
Ddl Rai, i consiglieri saranno licenziabili
A otto giorni dal Consiglio dei ministri il governo svela il disegno di legge approvato
