Antonio Tajani, lei è tra i fondatori di Forza Italia. Che cosa sta succedendo al partito? Perché tanti esponenti storici continuano ad abbandonare Berlusconi? «Non accade niente di particolarmente rilevante, nei partiti politici è sempre stato così, c’è gente che entra e gente che va via. in Forza Italia va così dal 1994, eppure non è mai crollato nulla». Perché Sandro Bondi ha lasciato? «Bisognerebbe chiederlo a lui. Io ho fatto una scelta di valori dal 1994 e intendo portarla avanti fino alla fine. Parlo di valori, mi rifiuto di farne una questione personale». La scelta di Bondi e Repetti è stata dettata da questioni personali? «Non mi permetto di fare valutazioni sugli altri. Nei partiti ci sono sempre amici e nemici, se me ne fossi dovuto andare solo perché qualcuno non era d’accordo con me, l’avrei fatto già da tanto tempo. Non funziona così». Crede anche lei, come Giovanni Toti, che Bondi e Repetti avrebbero dovuto dimettersi dal Senato? «Se fosse successo a me, certamente mi sarei dimesso. Sono stato eletto con dei colori, ho chiesto i voti per seguire un certo percorso, devo seguirlo fino alla fine». Che ne pensa delle accuse fatte al «cerchio magico» dagli «emigranti»? «Non mi appassiono a questi dibattiti e non mi sono mai iscritto ad alcuna corrente. In politica ci vogliono idee, la conquista del potere interno non mi interessa, preferisco fare in modo che il mio partito vinca all’esterno». In molti si sono irritati per le regole imposte per la ricandidatura. Temono che in Forza Italia sia scattata l’ora della rottamazione. «Sono regole già esistenti. Era stato così anche alle ultime Politiche. Dal canto mio, credo sia giusto fare spazio alle nuove leve». Secondo Matteoli, invece, i cosiddetti «vecchi» sono gli unici capaci di portare voti in un momento difficile. «Ma mica si vota adesso. Alle urne si andrà nel 2018, parliamone in quel momento. In ogni caso, il problema non solo le persone, ma capire se ci sono ancora idee e percorso politico». Appunto, c’è ancora il percorso? Lo stesso Berlusconi non ne sembra più convinto. «Il percorso c’è. Ma se continuiamo a passare il tempo a litigare non si annoierà solo Berlusconi, si annoieranno gli elettori. Personalmente non dedicherò neanche 5 minuti del mio tempo alle faide interne. Che, peraltro, sono enfatizzate e comunque minori rispetto a quelle in atto negli altri partiti». Cosa accadrà se le prossime Regionali si riveleranno un flop per Forza Italia? «Io preferisco concentrarmi sulla campagna elettorale, il dopo non m’interessa. Vede, questi sono discorsi che appassionano solo chi sta all’interno dei partiti e i giornalisti. Ma, se mi immedesimo nei cittadini, in quelli che faticano ad arrivare alla fine del mese, mi rendo conto che degli scontri di potere interni non interessa a nessuno. Un leader ce l’abbiamo, continua a prendere i voti e la classe dirigente deve solo pensare a non vanificare questo valore aggiunto. Le persone vogliono sapere cosa facciamo per loro e non cosa facciamo per noi. È questo lo spirito del ’94. E a questo voglio rimanere fedele».
«Sandro? Al posto suo avrei lasciato il Senato»
Antonio Tajani, lei è tra i fondatori di Forza Italia. Che cosa sta succedendo al partito? Perché tanti esponenti storici continuano ad abbandonare Berlusconi?«Non accade niente di particolarmente...
