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Accordo con Salvini per Veneto e Liguria. Ma in Puglia è caos

Francesca Pizzolante La strategia è madre di molte vittorie. Lo sanno bene Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Raffaele Fitto, indaffarati in queste ore a chiudere il cerchio delle regionali. Il...

La strategia è madre di molte vittorie. Lo sanno bene Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Raffaele Fitto, indaffarati in queste ore a chiudere il cerchio delle regionali. Il risultato di maggio inciderà sulla bilancia politica, riassegnando o confermando i vari pesi specifici. L’ex premier nelle scorse ore ha incontrato il leader della Lega, tra una concessione e una rinuncia, i due vanno verso l’accordo che consisterebbe nel sostegno azzurro di Luca Zaia in Veneto e il passo indietro di Salvini in Liguria a favore del forzista Giovanni Toti. In Campania la Lega non disturberebbe l’azzurro Stefano Caldoro, appoggiato anche da Ncd. Resta aperta la Toscana dove Salvini non rinuncerebbe alla candidatura di Claudio Borghi. Se FI e Lega sono a un pelo dalla stretta di mano, in Puglia la rottura tra Berlusconi e Fitto è dietro l’angolo. Il candidato governatore Francesco Schittulli, proposto da Ncd e piaciuto in seguito anche a Forza Italia, starebbe giocando su più tavoli, ma avrebbe già in tasca l’accordo con Fitto. Per questo l’ex premier starebbe rimbalzando il professore barese che nella mattinata incontrerà Toti e il commissario pugliese Luigi Vitali i quali gli porranno l’aut aut. Schittulli chiede che nella coalizione ci sia anche l’ex ministro che a sua volta ha delle condizioni: nella lista di Forza Italia 15 fittiani senza veti sui 50 e niente lista stampella. «Irricevibile» per Vitali, in continuo contatto con l’ex premier. La controproposta messa sul piatto è due candidati per ogni provincia, per un totale di 12, da concordare con il commissario e la compilazione di una lista come sempre fatto nelle precedenti tornate elettorali. Se Schittulli dovesse rifiutare la proposta di Forza Italia, si aprirebbero due scenari, entrambi nei piani dell’ex ministro che punta all’isolamento di Forza Italia. Il primo: sostenere Schittulli con Ncd. Decisione che i ras locali non escludono ma che imbarazzerebbe i big come Alfano e Quagliariello, entrambi nemici giurati del pugliese. L’altra opzione, che gli alfaniani non sosterrebbero, è che Fitto si candidi con la certezza di essere sostenuto dal movimento di Schittulli, il quale ha già detto che è pronto a fare un passo indietro se scende in campo l’ex ministro. A questo punto sia FI che Ncd dovrebbero organizzare una nuova candidatura, salvo colpi di scena.

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