Politica

Mattarella: "L'Italia si appresta a uscire dalla crisi"

Il presidente della Repubblica intervistato da 'le Figarò, sostiene che "è il momento di superare la fase del rigore"

Ha ancora molte cose da dire sul rapporto tra rigore e crescita il presidente della Repubblica Sergio Mattarella il quale, intervistato da 'le Figarò, sostiene che "è il momento di superare la fase del rigore con il rilancio della crescita economica". E afferma anche che "è un bene che la presidenza italiana dell'unione abbia posto l'accento sull'esigenza di rilancio. Affrontare la crisi con rigore era giusto. E' il momento di superare la fase del rigore con il rilancio del crescita economica". Dunque, con tutta la prudenza necessaria, l'inquilino del Colle sostiene che "l'Italia si appresta ad uscire dalla crisi".     Rilanciare la crescita con l'integrazione. E in vista della commemorazione per il centenario della Prima guerra Mondiale Mattarella sottolinea la necessità di rilanciare con urgenza il progetto d'integrazione: "All'interno dell'Unione europea, i sei paesi fondatori, in particolare i tre grandi - Francia, Germania e Italia - hanno la responsabilità di far rivivere appieno lo spirito dei padri fondatori Schumann, Adenauer e De Gasperi, che hanno costruito con un grande senso della storia di un progetto a lungo raggio. Dobbiamo rilanciare con urgenza il progetto d'integrazione. Questa è l'unica risposta positiva per rilanciare la crescita. L'Europa sta affrontando sfide difficili, la lotta al terrorismo, la globalizzazione delle nostre economie. Francia, Germania e Italia hanno il dovere di condurre questo stimolo per la crescita". Il presidente ella Repubblica sottolinea come "i milioni di morti e l'immenso eroismo su tutti i fronti, ci devono insegnare un messaggio di pace. Dobbiamo essere in grado di scegliere di essere coerenti con la nostra scelta di integrazione europea".     "Serve un patto di civilizzazione contro il terrorismo". Non ha risparmiato anche un suo commento riguardo l'emergenza terrorismo che necessita di risposte non soltanto sotto il profilo militare ma piuttosto culturale e alla vigilia della marcia di Tunisi dopo l'attacco terroristico al Museo del Bardo afferma che tale massacro "è un segnale d'allarme grave di cui è importante prendere coscienza". "Non è né una guerra di religione né uno scontro di civiltà. Numerose vittime erano musulmane. Ci riguarda tutti". Come per gli atti di terrorismo "brutali e sanguinari" a gennaio a Parigi, "si tratta di aggressione contro la civilta' e la democrazia - prosegue Mattarella - che richiede una risposta immediata e collettiva della comunità internazionale. Una risposta che sia soprattutto culturale, più che militare". Bisogna dunque mettere in campo "un patto di civilizzazione contro le campagne di odio e di indottrinamento che si propagano su Internet. Partecipando alla marcia di Tunisi l'Europa mostra di essere unita nel dolore e nella risposta da dare a questa aggressione".

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