Mentre il governo e i centri studi di importanti associazioni quali Confindustria e Confcommercio, si lanciano in ottimistiche previsioni sulla crescita dell’economia e dell’occupazione, ci pensa l’Istat a riportare tutti con i piedi per terra. Ormai non passa giorno che tutti gli organismi di ricerca si cimentino in stime sulla fine più o meno ravvicinata della crisi. Poi però arrivano i dati reali a gelare gli entusiasmi ricordando che la situazione è ancora dominata dall’incertezza. Così mentre ieri da Cernobbio la Confcommercio disegnava uno scenario roseo (pil in crescita dell’1,1% nel 2015 e dell’1,4% nel 2016; riattivazione dei consumi e creazione di nuovi posti di lavoro) per l’effetto trainante del Giubileo e dell’Expo, l’Istat diceva che l’industria continua ad essere in affanno. A gennaio il fatturato è calato dell’1,6% rispetto a dicembre e del 2,5% sullo stesso periodo dello scorso anno. Questa flessione che l’Istat definisce «abbastanza importante», arriva dopo il risultato positivo di dicembre (+1,4% su mese e +0,9% su anno) che aveva fatto sperare in una inversione di tendenza. Male anche gli ordini che sono diminuiti del 3,6% rispetto a dicembre, mentre nel confronto con il 2014 il calo è stato del 5,5%. Non tutta l’industria però soffre. Il settore dell’auto sembra uscito alla crisi. Il fatturato a gennaio è cresciuto del 18,9% rispetto allo stesso mese del 2014 mentre gli ordinativi di auto hanno avuto un’accelerazione del 14,2%. L'insieme dei mezzi di trasporto vede, invece, un aumento del fatturato del 10,1% ma un calo degli ordinativi del 9,2%. Unico dato positivo dell’Istat è la timida ripresa del commercio. Le vendite al dettaglio crescono infatti a gennaio dello 0,1% da dicembre e dell'1,7% da gennaio 2014. Nella grande distribuzione le vendite aumentano, in termini tendenziali del 3,6% per i prodotti alimentari e del 3,2% per quelli non alimentari. Confcommercio traccia una prospettiva ottimistica ma che dipende interamente dall’Expo e dal Giubileo. L’ufficio studi dell’associazione del commercio prevede un aumento del pil per il 2015 dell’1,1% e dell’1,4% nel 2016. Ma a dare carburante all’economia saranno i due eventi straordinari. Per l’Expo milanese Concommercio prevede almeno 8 milioni di arrivi dall’estero e 29 milioni di notti nelle strutture ricettive. Il che si dovrebbe tradurre in 2,5 miliardi di consumi straordinari con un impatto sul pil dello 0,3%. L’avvio del Giubileo per fine anno dovrebbe avere un effetto sul pil del 2016 dello 0,3%. Ma il commissario unico di Expo Giuseppe Sala parla di «stime generose». «Il nostro obiettivo sono 24 milioni di biglietti venduti e 20 milioni di visitatori, supponendo che qualcuno venga più di una volta».
L’Istat smonta l’ottimismo di Renzi
A gennaio crolla il fatturato delle imprese. I dati reali dicono che la situazione è ancora dominata dall'incertezza
