Politica

Il manifesto per Roma più sicurezza e turismo

Il primo documento comprende un manifesto, in cui si fissano i principi di una città che deve "diventare a pieno titolo una Capitale europea"

Roma non solo dà il titolo alla kermesse promossa da Antonio Tajani all'Ergife, ma è anche perno di quel «laboratorio delle idee» che sarà il filo conduttore della due giorni. Nel corso della quale saranno presentati due documenti, in parte realizzati recependo i risultati di una consultazione online che in un mese, ha spiegato Tajani, ha raccolto le idee di circa duemila tra eletti, simpatizzanti e militanti di Forza Italia. Il primo documento comprende un manifesto, in cui si fissano i principi di una città che deve «diventare a pieno titolo una Capitale europea» e perciò «deve affermare la sua naturale e millenaria vocazione culturale e far valere il suo prestigio nel mondo». Puntando sullo sviluppo, sulla ricerca e l'innovazione, e valorizzando la sua natura di città turistica, dello sport e della conoscenza. Il decalogo, invece, mette nero su bianco le proposte, che toccano gli argomenti più importanti per la riqualificazione e lo sviluppo della città, tra i quali: la sicurezza, con un aumento del numero dei commissariati della polizia e delle stazioni dei carabinieri specialmente in periferia, oltre all'utilizzo di sistemi di videosorveglianza e segnalazione online dei casi di degrado; il commercio, con iniziative, anche fiscali, volte a combattere la contraffazione e rilanciare il marketing territoriale; la cultura, su cui Forza Italia, tra l'altro, propone un «Grande Slam», circuito integrato dei cinque poli culturali di Roma, che unisca città dello Sport (Foro Italico-Ponte della Musica), la città dell'Arte (Maxxi), la Città della Musica (Auditorium), la Città dei Musei (Villa Borghese), la Città dell'Archeologia (Foro-Palatino- Colosseo); le infrastrutture, su cui il movimento azzurro avanza l'impostazione di un sistema di governance che progetti la rete e provveda agli affidamenti della gestione. Rilevante, poi, anche l'altro documento elaborato dagli azzurri, «La Capitale, l'eterna incompiuta», un progetto dettagliato che punta a fare di Roma una «smart City», per garantire un connubio tra l'identità data dalla storia ultramillenaria e il futuro fatto di tecnologia e digitalizzazione. Un piano che parte da una presa d'atto: «Fallimenti, incompiute, ritardi e costi impazziti sono diventati l'ordinaria amministrazione di una città che si rifiuta di comportarsi come una normale capitale europea». Le idee del documento, quindi, si snodano dettagliatamente su tre asset, raffrontando lo stato attuale delle cose e la strada per uscirne: turismo e tradizioni; formazione, saperi e cervelli; innovazione e tecnologie. Il documento si conclude con un paragrafo sull'«autodeterminazione unica via per il rilancio».

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