Il supposto sperpero di denaro pubblico dietro le false bonifiche di siti inquinati arriva alla Corte dei Conti. La Procura di Roma ha inviato gli atti ai colleghi contabili, relativi alla posizione di Gianfranco Mascazzini, l’ex direttore generale del ministero dell’Ambiente, accusato con altre 26 persone di associazione per delinquere, truffa, corruzione, concussione e abuso d’ufficio. Gli accertamenti avrebbero dimostrato come l’obiettivo fosse quello di ottenere denaro pubblico. Dominus di questo presunto meccanismo era Mascazzini (in carica dagli anni ’90 al 2009), che «alimentava il sistema clientelare conferendo arbitrariamente incarichi pagati con soldi dello Stato». L’inchiesta si basa sulla distrazione di fondi dello Stato destinati ai siti di interesse nazionale per le bonifiche, ma coinvolge anche altre inchieste: gli affaire Mose a Venezia e Ilva a Taranto. Ciò che emerge è un meccanismo per ottenere soldi statali che finivano per incoraggiare tangenti. Tutto ciò era dietro i siti di interesse nazionale, come Udine, Priolo, Napoli orientale, Brindisi, Venezia-Porto Marghera e Laghi di Mantova. Ma in realtà il giro sarebbe stato ben più ampio e avrebbe coinvolto tutto il «territorio nazionale». Ossia: «la mancata soluzione dei problemi era funzionale al mantenimento del meccanismo emergenziale e delle sue esigenze via via sempre maggiori». Dunque, denaro pubblico da erogare. Dietro tutto ci sarebbe stato Mascazzini che, attraverso sospette forme di pressioni, gestiva il «sistema» a suo piacimento. L’ex direttore generale ne parla al telefono con Massimo Gabellini, direttore della II direzione dell’Icram di Roma, facendo emergere un diktat: «Niente assunzioni, niente soldi». In particolare, intima all’esponente dell’azienda di prorogare i contratti per persone di sua fiducia altrimenti avrebbe bloccato lo stanziamento per un milione di euro. «Senti una cosa - dice Mascazzini - io ho firmato i mandati per un milione di euro pur non essendoci la documentazione che i miei uffici pretendevano ed era doverosa...voi fate firmare al mio personale un contratto per un mese? Un mese? Ma che mando su sti mandati o no? Visto che li ho solo firmati e non ancora inoltrati! Me lo dovete dire (…) se non avete bisogno del ministero dell’Ambiente».
False bonifiche, ora controlla la Corte dei conti
Il supposto sperpero di denaro pubblico dietro le false bonifiche di siti inquinati arriva alla Corte dei Conti. La Procura di Roma ha inviato gli atti ai colleghi contabili, relativi alla posizione...