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Politica

L’ultimo abbraccio alle vittime di Tunisi

«La strage degli innocenti che si è rinnovata in questi giorni. Ci renda tutti piu' consapevoli che chi si serve della violenza e sceglie la via del sangue non avrà mai la vittoria, se non nella...

«La strage degli innocenti che si è rinnovata in questi giorni. Ci renda tutti piu' consapevoli che chi si serve della violenza e sceglie la via del sangue non avrà mai la vittoria, se non nella propaganda strumentale sulla rete e sulle vie mediatiche, perché l’Amore e la volontà di pace e di rispetto di ognuno vinceranno, avendo dalla propria parte la potenza di Dio». Parole dure quelle dell’arcivescovo di Torino, monsignor Cesare Nosiglia, durante l'omelia funebre di Antonella Sesino e Orazio Conte, i due torinesi uccisi nell’attentato del 18 marzo al Museo del Bardo, a Tunisi. «Il cambiamento è oggi la più grande sfida della società occidentale, indebolita dal consumismo dell’avere sempre di più, che ha illuso che la felicità dipendesse dal possesso di beni, di soldi e di potere, una società dove cresce la solitudine e la noia di una vita senza regole etiche condivise, una società sazia e stanca che sta perdendo la propria anima culturale e spirituale». L’arcivescovo di Torino ha poi sottolineato la necessita' di «ripartire per promuovere una società più giusta, equa e solidale che non lasci alcuno spazio alla violenza, nessuna giustificazione per il prevalere di ideologie culturali, religiose e sociali che dividono e innalzano muri, làdove invece occorre gettare ponti di amore, di incontro e di collaborazione, per perseguire uniti il bene comune rispetto al bene individuale».

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