È bastata la bozza di un disegno di legge sulle unioni civili - ancora da limare prima di venire depositata a Montecitorio - per far tornare la tempesta in Forza Italia sul tema dei diritti. Al centro della discussione è finita, stavolta, l’iniziativa di Mara Carfagna - già ministro delle Pari Opportunità e attualmente responsabili dei diritti per il partito azzurro - che alla Camera ha organizzato un convegno per confrontarsi su un tema che da tempo è nell’agenda della politica ma puntualmente viene rimesso nel cassetto per le divisioni tra i partiti e all’interno degli stessi. Nell’annunciare il convegno, la Carfagna aveva anche sottolineato l’esistenza di una bozza di ddl firmata da 29 deputati azzurri per regolamentare la materia. Una proposta che, pur non equiparando le unioni di fatto ai matrimoni tradizionali, estendeva una serie di diritti anche alle coppie gay. Quali? Diritto di successione, assistenza sanitaria e - soprattutto - possibilità di ottenere la reversibilità della pensione. Inoltre, il ddl non prevedeva l’accesso a queste unioni civili anche alle coppie etero «perché se avessimo fatto questo - ha spiegato l’ex ministro per le Pari opportunità - avremmo creato una sorta di matrimonio di serie B e quello sì che sarebbe stato un attacco alla famiglia tradizionale». In attesa della presentazione ufficiale della proposta, però, il dibattito nel partito è subito entrato nel vivo. Tra i più furibondi il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri: «Sulle unioni civili, come prevedibile, è la Babele in Forza Italia. Mentre al Senato, dove si affronta il tema in commissione, alcuni senatori sostengono una tesi, alla Camera alcuni affrontano la questione sposando le più esagerate tesi anti famiglia, coinvolgendo peraltro nel dibattito gente che ha passato gli ultimi anni ad insultare Berlusconi. Chiedo una riunione urgente dei gruppi parlamentari». Il capogruppo alla Camera Renato Brunetta affronta la questione dal punto di vista economico: «Con la reversibilità della pensione estesa alle coppie gay i costi per lo Stato sarebbero insostenibili. Non tener conto di questi elementi significa votare all’insuccesso qualsiasi proposta normativa». Il senatore Lucio Malan, a sua volta, invita tutti a tener presente l’umore degli italiani che - a suo dire - «sono in maggioranza contrari al matrimonio gay, in vastissima maggioranza contrari alle adozioni gay, e in numero ancora maggiore contrari alla pratica dell'utero in affitto». Laura Ravetto, che già un anno fa ha depositato un ddl sulla materia, pone l’accento sui destinatari della riforma: «Laddove si disciplinano dei diritti per le coppie di fatto non possono sussistere discriminazioni tra unioni di persone dello stesso sesso o di sesso diverso». Mara Carfagna, però, non sembra scoraggiata da questa levata di scudi e rilancia: «È da Medioevo della politica far finta di non vedere i cambiamenti in atto nella società» spiega, «stiamo parlando di un fenomeno che ha a che fare con i diritti e le sofferenze delle persone. So che il mio partito è diviso ma auspico che un dibattito sereno ci consenta di arrivare a una sintesi».
Forza Italia esplode sulle unioni civili
Il ddl della Carfagna fa insorgere l’ala cattolica
