Politica

Gasparri: «FI si riorganizzi serve un dibattito interno»

Manuel Fondato Nel giorno dell'equinozio Forza Italia promuove il convegno «Primavera Italiana», per interrogarsi sul futuro di un centrodestra balcanizzato da tempo e rilanciare proposte per un...

Difesa dell'esperienza dei governi Berlusconi, condanna dei personalismi, ritorno a un'interazione chiara e diretta nei confronti di un elettorato disorientato, netta opposizione al Governo Renzi. Questi i punti cardine dell'incontro, promosso da Maurizio Gasparri e dalla sua Fondazione Italia Protagonista e dal senatore Francesco Aracri, presidente del Centro Studi Imago. Un'intera giornata di confronto e dibattito, all'Auditorium Antonianum, con la partecipazione, tra gli altri, di Altero Matteoli, che ha aperto i lavori, Giovanni Toti, Antonio Tajani, Anna Maria Bernini, Alessandra Mussolini. «Perdiamo consensi perché il nostro elettorato non capisce gli eccessi di frazionismo, alcuni personalismi e alcuni posizioni poco chiare su tematiche importanti. Abbiamo finalmente messo da parte il Patto del Nazareno che, partendo dalla nostra buona fede riformatrice, ha tentato di marginalizzare Forza Italia e il centrodestra; ora dobbiamo difendere il nostro blocco sociale di riferimento: le famiglie, i risparmiatori, le partite IVA, gli agricoltori, vessati dall'Imu agricola» spiega Aracri, che guarda anche ad una riorganizzazione interna. «Serve un partito che deve darsi delle regole, meritocratico, che sappia confrontarsi con il territorio e le categorie». Anche per Gasparri, Forza Italia deve ripartire dal territorio ed aprirsi al merito e alle regole: «Occorre un partito radicato sul territorio, che sappia far funzionare i propri organismi, che non abbia paura del confronto interno. Meglio discutere in organismi e in assemblee appositamente convocate che farlo attraverso i giornali, le polemiche esterne, le televisioni, le organizzazioni di corrente. Radicamento, merito e iniziativa: questo si aspetta la gente da noi. Vita, famiglia, persona, impresa, una corretta dimensione non conflittuale ma partecipativa dei rapporti sociali, sono i valori cui ci dobbiamo ispirare e che dobbiamo rilanciare». Trattamento diametralmente opposto per i due Mattei: carezze per Salvini, che per il vicepresidente del Senato è un alleato necessario e decisivo per vincere, bordate per Renzi che Gasparri definisce «abile nello stare sulla scena comunicativa, spregiudicato nella iniziativa tattica, ma non in grado di guidare l'Italia nel futuro anche se diventa attrattivo per fasce consistenti di elettorato moderato». Per riconquistare queste fasce, attratte dalle sirene renziane, nessuna alchimia; solo il ritorno alla chiarezza e a una forte iniziativa politica su temi che costituiscono da sempre il pantheon del centrodestra: fisco, sicurezza, difesa della famiglia e dell'impresa. Gli azzurri saranno protagonisti anche la settimana prossima con un evento, sempre a Roma, che segnerà il gran ritorno sulla scena di Silvio Berlusconi.

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