Politica

Grandi opere, Lupi molla: "Mi dimetto"

"Attaccate me, lasciate stare mio figlio". La decisione del ministro dopo il vertice con Renzi e Alfano. Il premier: "Scelta saggia" INTERCETTAZIONI "Raccomandazioni e voti" -

"Domani alla conclusione dell'informativa alla Camera rassegnerò le mie dimissioni ". Ad annunciarlo il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Maurizio Lupi, ospite in tv a "Porta a Porta". Il titolare delle Infrastrutture travolto dallo scandalo sulle Grandi opere e le maxitangenti milionarie ha confermato di aver avuto un lungo colloquio a Palazzo Chigi con il premier Renzi, e di aver informato della sua decisione il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. "Rassegnerò le dimissioni domani dopo l'informativa - ha spiegato Lupi - Quando ti vedi tirato in ballo, non so per che cosa, la decisione migliore è questa".   "Attaccate me, lasciate stare mio figlio". L'annuncio del ministro arriva di fronte alle tribune televisive, impersonificate da Bruno Vespa e dal suo salotto di Porta a Porta. Anche Renzi è stato preavvertito, come lo stesso Sergio Mattarella. Pressioni da parte del premier che lo hanno portato alla decisione dell'abbandono? Lui smentisce. Riferisce addirittura le parole usate da Renzi: "Non posso chiederti le dimissioni. Non te le ho mai chieste perché è una decisione tua e perché non posso". A chiedere qualcosa, invece, è lo stesso ministro. Vale a dire: "Lasciate in pace, ora, la mia famiglia".

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