Politica

Mazzette per un milione arrestato Gozzi

Il presidente di Federacciai fermato per corruzione di alti funzionari in Congo. Voleva ottenere appalti per alcune società, che si occupano di gioco d’azzardo

Avrebbero corrotto militari e alti funzionari congolesi per ottenere concessioni ad alcune società che si occupano di giochi d’azzardo: queste le accuse avanzate dalla Procura belga nei confronti di Antonio Gozzi (amministratore delegato del colosso svizzero dell’acciaio «Duferco» e presidente di federacciai) e di Massimo Croci, al vertice di diverse filiali estere del gruppo svizzero. I due sono stati convocati lunedì scorso negli uffici della procura di Bruxelles e, dopo, un lungo interrogatorio, arrestati per il rischio di inquinamento delle prove. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, Gozzi e Croci sarebbero al centro di una vicenda intricata che vede coinvolto anche l’ex ministro dell’economia della regione belga della Vallonia, Serge Kobla, già arrestato, e poi rilasciato dopo due giorni, nel febbraio scorso, con l’accusa di essere stato l’intermediario della Duferco con alcuni ìufficiali congolesi per facilitare degli investimenti in Congo nel quadro dei giochi d’azzardo. Secondo le ricostruzioni dell’accusa, Gozzi e Croci avrebbero pagato, in diverse tranche, circa un milione di euro che sarebbero stati utilizzati per ungere le ruote dell’amministrazione congolese in modo da ottenere le licenze necessarie ad impiantare nel paese africano una serie di case da gioco. Parte di questo denaro, sostengono i giudici, sarebbe stato consegnato nelle mani della moglie dell’ex premier africano Adolphe Muzito, durante una visita ufficiale nella capitale belga. I fatti contestati al numero uno di federacciai risalirebbero al 2009 e sarebbero collegati ad un’altra inchiesta che ha fatto molto rumore in Belgio, relativa alla scomparsa di un commercialista, Stephan De Witte: il professionista, che secondo le prime ricostruzioni, avrebbe curato a lungo gli interessi della Finerco proprio in Congo, è sparito nel nulla nell’estate del 2014. Le indagini sulla scomparsa di De Witte si sarebbe legata a quella sulle ministro belga e quindi ai due italiani, la cui sorte verrà decisa entro venerdì dal tribunale che, passati i cinque giorni previsti dall’ordinamento giudiziario belga, potrà convalidare l’arresto o decidere della scarcerazione. In questo breve lasso di tempo, i giudici potrebbero decidere di mettere a confronto direttamente i due italiani e l’ex ministro Kobla. Secondo quanto si apprende, Gozzi e Croci sarebbero stati convocati a Bruxelles per rendere interrogatorio, finito il quale però i giudici non sarebbero stati soddisfatti decidendo così per l’arresto. Immediata la reazione del gruppo industriale di cui è amministratore delegato Gozzi che, attraverso un comunicato ufficiale ha reso noto che «questo modo di procedere non può essere definito se non come un mezzo di pressione inammissibile». La nota del gruppo Duferco, di origine brasiliana ma controllata da capitali cinesi e che impiega 3000 persone in tutto il mondo «tiene ad affermare che Gozzi e Croci hanno più che mai la fiducia del gruppo e degli azionisti» per una storia che «risale al 2009 e non riguarda direttamente società del Gruppo Duferco, ma società e interessi economici esterni al Gruppo e riferibili personalmente agli azionisti del Gruppo stesso.Si è trattato – continua la nota – di un intervento di natura esclusivamente finanziaria in un settore esterno alle competenze tradizionali del Gruppo terminato, tra l'altro, con risultati economici e finanziari negativi. Antonio Gozzi e Massimo Croci se ne sono occupati su incarico degli azionisti, ma non sono mai stati in vita loro in Congo, nè hanno mai conosciuto politici o funzionari pubblici congolesi o altre persone di quel Paese capaci di aver peso o influenza nell’emanazione di atti amministrativi». Solidarietà a Gozzi è poi arrivata anche dalla Virtus Entella, la piccola società di calcio ligure di cui Gozzi e presidente e che si sta ritagliando uno spazio importante nel calcio professionistico dopo anni passati tra i dilettanti: «In attesa di dimostrare la sua inequivocabile e totale estraneità alla vicenda – scrivono dalla società in un comunicato apparso sul sito ufficiale - è stato trattenuto a Bruxelles per completare la ricostruzione dei fatti. Confidiamo in un rapido accertamento della verità da parte della giustizia belga e aspettiamo il Presidente per la partita di sabato». «Mio marito è una persona di assoluto rigore morale – ha detto la moglie di Gozzi, Sabina Croce – e di certo questo emergerà presto e con chiarezza. Tutti quelli che lo conoscono non avranno dubbi su quanto sto dicendo. La nostra famiglia è unita nella convinzione che tutto si risolverà in tempi brevi e tutti noi ci stringiamo a lui».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.