Politica

Grandi opere, Lupi: "Sono tranquillo, il governo mi appoggia"

Il ministro non lascia e si difende nel question time. Caos in Aula per la protesta del M5s LEGGI ANCHE Alfano lo difende: "Persona onesta" - Il Pd per il passo indietro

"Non ho mai fatto pressioni per far assumere mio figlio". Maurizio Lupi non si sposta dalla linea tenuta finora e respinge ogni accusa o sospetto. "Mio figlio non aveva necessità di sponsorizzazioni, si era già laureato con 110 e lode. E se mi fosse stato dato un orologio non lo avrei mai accettato, non mi serve", Si sente tranquillo il ministro delle Infrastrutture e concede poche battute alla Camera ai cronisti che lo incalzano sulla vicenda Grandi Opere. Risponde al question time. "Il governo mi appoggia. Rispetto alle legittime richieste di chiarimento dei gruppi parlamentari, ritengo doveroso e urgente che questo avvenga quanto prima in Parlamento, nelle modalità che la presidenza riterrà opportuna". "Confermo con molta chiarezza e forza che l'obiettivo che in questi mesi ha spinto e ispirato l'azione del mio ministero e del sottoscritto è stato da una parte garantire la rapida ed efficiente realizzazione delle opere ritenute necessarie e indispensabili e dall'altra assicurare la massime trasparenza e correttezza di questo processo". L'interrogazione si riferisce all'inchiesta in corso che ha portato all'arresto nella giornata di lunedì scorso dell'ex dirigente del ministero delle Infrastrutture Ettore Incalza. Gli interroganti incorrono in un errore, in quanto Incalza dal 31 dicembre 2014 non è più il direttore dell'Unità tecnica di Missione, non ha né un rapporto di consulenza né di collaborazione con ministero", afferma Lupi. "Confermo l'obiettivo del ministero di garantire una rapida ed efficiente realizzazione delle opere e garantire la massima trasparenza". La protesta del MoVimento 5 Stelle. Protesta dei Cinque Stelle in aula. Dopo la risposta del ministro delle, i deputati M5S hanno cominciato a urlare "dimissioni, dimissioni" e qualcuno di loro, tra cui Carlo Sibilia hanno mostrato un orologio facendo riferimento implicito al Rolex regalato al figlio di Lupi. Per questo motivo, Sibilia ed altri sono stati invitati dal presidente di turno Roberto Giachetti a lasciare l'Aula. L'orologio esibito dai deputati 5 Stelle, precisa poi ironica la deputata M5S Giulia Sarti, "Non era un Rolex". Lupi non ha risposto alla domanda secca del M5s che chiedeva se si dimetterà, ma ha confermato la sua volontà di chiarire al più presto alle Camere sulla vicenda che lo ha coinvolto in questi giorni.

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