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Salvini: "L’antifascismo è superato"

Dalla camicia verde alla camicia nera. Il Carroccio prende sempre più una piega lepenista.

Salvini: "L’antifascismo è superato"

Puntata di Porta a Porta con Matteo Salvini, Maurizio Lupi, Debora Serracchiani e Giovanni Toti

Nuova svolta della Lega targata Matteo Salvini: dalla camicia verde alla camicia nera. Il segretario leghista derubrica come «superato» l’antifascismo e rintuzza: «In Italia ci sono troppe zecche rosse». Il Carroccio, insomma, prende sempre più una piega lepenista.

 

 

ADDIO ANTIFASCISMO «L’antifascismo è una roba da libri di storia, superata. Come l’anticomunismo. Poi se andiamo a vedere i comunisti hanno ammazzato più persone dei fascisti - dice il segretario di via Bellerio a La Zanzara su Radio 24 - Non tornerà né l’uno né l’altro, è un dibattito vecchio. Se un movimento di sinistra condivide le nostre battaglie parlo anche con quello, come con Casapound». Il leader di CasaPound non fa mistero di definirsi mussoliniano, ma ciò non crea imbarazzi a Salvini: «Mi incuriosiscono come quelli che vogliono rifondare il comunismo. Alleati? Sono solo venuti a parlare, condividono alcune battaglie. In Italia ci sono troppe zecche rosse. Due militanti della Lega aggrediti a Cagliari da una quindicina di zecche rosse, l’altro giorno io assediato a Genova». Queste zecche «sono quelli che si annidano tra i peli del cane e decidono chi è democratico e chi no. Tutti i centri sociali occupati illegalmente vanno sgomberati».

 

 

ASILO POLITICO Il Salvini di lotta e di governo chiama poi gli italiani in piazza i prossimi 11 e 12 aprile, quando la Lega punta a portare un milione di cittadini a chiedere asilo politico. «Chiederemo a tutti gli italiani in difficoltà e sotto la soglia della povertà di compilare una richiesta di asilo politico identica a quella che compilano gli immigrati quando sbarcano a Lampedusa - annuncia il segretario al Consiglio federale - L’iniziativa si intitolerà "Anch’io sono un profugo" e si concluderà nei giorni successivi quando consegneremo ai prefetti le richieste di asilo. Protesteremo contro questa apartheid nei confronti degli italiani e vedremo se saranno garantite colazione, pranzo e cena come avviene con gli immigrati. Potranno venire ai nostri gazebo senza documenti perché in Italia ha più diritti chi non ha documenti di chi ce li ha».

 

 

STOCCATA AL CAV Sul piano politico, il leader leghista è impagnato sul tavolo delle regionali. Nel fine settimana è previsto un incontro ad Arcore con Silvio Berlusconi. E Salvini alza la posta. «Bisogna guardare avanti, Berlusconi leader del centrodestra sarebbe come tornare indietro. Berlusconi può essere ancora importantissimo, ma io guardo avanti», spiega il leader leghista. L’obiettivo è vincere in Veneto, Ligura e Toscana alle regionali del prossimo 31 maggio, una data, quella scelta dal governo, definita «demenziale»: «Una scelta che dimostra che la sinistra ha paura. La data è nel bel mezzo di un ponte, Renzi vuol far votare il più presto possibile. Tra un po’ voteremo a ferragosto e Renzi organizzerà pullman della Coop per portare la gente a votare».

 

 

TOSI SI CANDIDA Intanto oggi Flavio Tosi alle 11.30 alla Fiera di Verona annuncerà la propria candidatura contro Luca Zaia. «Non lascio la politica: partirà un nuovo percorso ed è possibile che alcuni parlamentari mi seguano», conferma il primo cittadino scaligero, che non risparmia una frecciata a Salvini: «Se si candidasse Berlusconi vincerebbe le primarie e sarebbe ancora il leader del centrodestra». Al progetto di Tosi guarda con interesse Area Popolare (Ncd-Udc). Maurizio Sacconi parla del Veneto come di un «laboratorio per le future elezioni politiche», mentre Angelino Alfano strizza l’occhio a FI per convergere su Tosi: «FI deve scegliere: con o contro Salvini. Noi siamo a capo del movimento contro il segretario leghista».

 

 

MATTEO NON TREMA Il diretto interessato va però avanti per la propria strada. Mentre il sindaco di Verona presenterà la propria candidatura, il segretario sarà in Veneto per una serie di appuntamenti nel Padovano, nel Trevigiano e nel Vicentino e proprio alla presenza di Salvini a Noventa Padovana, sotto la guida del commissario Matteo Dozzo, la Liga Veneta si riunirà per mettere a punto le liste. «Se Tosi si candida gli facciamo gli auguri. I veneti sceglieranno tra Zaia e la Moretti - dice Salvini - Tutti i sondaggi danno Luca avanti di 8 punti e la prossima settimana lancerà la sua campagna incentrata su tutte le cose fatte». Su Tosi il leader del Carroccio dice: «Noi non facciamo uscire nessuno, non facciamo caccia alle streghe: se qualche deputato o senatore fa altre scelte auguri. Con Tosi eravamo amici, ora mi dice di tutto. Con lui ho finito le guance da porgere, me ne farò una ragione. La Lega non è un tram da cui sali e scendi, lui voleva prendere il posto di Zaia o condizionarlo. Ha scelto un’altra formazione politica, non porto rancore. Gli faccio tanti auguri». Salvini rivela che, dopo l’uscita di Tosi, tanti ex leghisti espulsi nei mesi scorsi dall’ex segretario della Liga hanno fatto richiesta di riammissione. Tai richieste verranno valutate da via Bellerio nei prossimi giorni.

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