Politica

Dopo l’assoluzione, un siluro per il Cav

La Procura di Milano riparte all’attacco: "Da Berlusconi due milioni alle Olgettine" LEGGI ANCHE Gianlorenzo: "Ho cacciato quelli di Santoro, la gente è con me"

Alzi la mano chi è sorpreso. Se subito dopo la fine dei servizi sociali a Cesano Boscone, a Silvio Berlusconi è stato spedito il primo “pacco dono”, e cioè il deposito, al tribunale di Bari, delle intercettazioni telefoniche fra lui e l’imprenditore Gianpaolo Tarantini, accusato di procacciare le ragazze per il leader di Forza Italia, ieri la sorpresa, si fa per dire, è arrivata da Milano, dove è in corso il Ruby ter, processo che vede Berlusconi sotto inchiesta per corruzione in atti giudiziari, accusato di aver pagato le escort ospiti ad Arcore, poi divenute testimoni, in cambio del loro silenzio. La procura meneghina ha infatti depositato al tribunale del Riesame gli atti relativi al terzo filone del “caso Ruby”. Due faldoni da 1500 pagine dai quali, compiuti gli accertamenti sui conti correnti delle stesse olgettine, emergerebbe che in circa quattro anni, dal 2010 ai primi mesi del 2014, Berlusconi avrebbe versato sui conti correnti delle ragazze, esclusa Ruby, 2 milioni e 150mila euro (dal 2010, per tre anni, 1 milione e 700mila euro, e tra la fine del 2013 e il 2014 circa 400mila euro). Nelle carte rese pubbliche dai magistrati, che contengono anche gli atti delle inchieste Ruby e Ruby bis (che vede fra gli imputati Emilio Fede, Lele Mora e Nicole Minetti) sarebbero indicati tutti gli assegni e i bonifici bancari, ma anche le lettere con le quali il Cavaliere informava le ragazze di non poter più provvedere per loro. Secondo quanto si legge negli atti, dalle indagini bancarie disposte dal procuratore aggiunto Pietro Forno e dai pm Tiziana Sicliano e Luca Gaglio, non sono documentate fonti di reddito “delle indagate che non siano riconducibili in modo diretto e indiretto" a Berlusconi. E così, ad esempio, attraverso il conto corrente Monte dei Paschi di Siena del Cav, a ricevere la cifra maggiore sarebbe stata Alessandra Sorcinelli, 390mila, poi Barbara Guerra, 200mila, le gemelle Eleonora e Concetta De Vivo avrebbero ricevuto 100mila euro ciascuna, così come Elisa Toti e Marysthell Polanco, 180mila Barbara Faggioli, 62mila Raissa Skorkina, 40mila Ioana Visan e la giornalista Silvia Trevaini 55mila euro. Nelle carte si parla anche di qualche villa e appartamento dato alle ragazze. Emergerebbe, inoltre, anche il ruolo del ragioniere Giuseppe Spinelli, contabile di Berlusconi, che avrebbe avuto il compito di “pagare” le ragazze. Ascoltato più volte dai magistrati, Spinelli avrebbe raccontato delle difficoltà economiche delle olgettine e della loro necessità di ricevere denaro. E di fronte alle loro richieste di averne ancora di più, il ragioniere si rivolgeva al Cav per l’assenso. Nel pacco-regalo che la procura meneghina ha recapitato, indirettamente, a Berlusconi, si parla anche della missiva, datata dicembre 2013, con la quale il Cav avvisa le 20 ragazze che non avrebbe più provveduto ad effettuare i versamenti perché, in sostanza, la ragione dell’aiuto in denaro era stata stravolta e aveva fatto nascere sospetti ingiustificati. Ma Berlusconi scrive anche che a 14 di loro avrebbe dato altri 25mila eu ro. Poi più nulla. Non è tutto. Negli atti depositati viene anche ricostruita, attraverso l’analisi delle celle telefoniche, la presenza delle ragazze ad Arcore dal 2012 alla primavera del 2014. Quasi tutti i telefonini delle olgettine, ma non quello di Ruby, sono stati individuati nei pressi di villa San Martino. Per Silvio Berlusconi la festa, dopo l’assoluzione definitiva in Cassazione, è durata davvero poco.

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