Politica

Salvini: "Berlusconi non è più il leader del centrodestra"

Il segretario della Lega: Se vinciamo in una delle regioni rosse, Renzi deve dimettersi"

Berlusconi non è più leader del centrodestra. "Bisogna guardare avanti", spiega Matteo Salvini a La Zanzara su Radio 24. "Berlusconi può essere ancora importantissimo, ma io guardo avanti". Il 31 maggio è "una data che dimostra che la sinistra ha paura". Sulla data delle Regionali Salvini fa sapere: "E' una data demenziale nel bel mezzo di un ponte scelta dalla sinistra che ha paura e vuol far votare meno gente possibile: ma li stupiremo", ha continuato il segretario federale della Lega Nord. "Tra un po' voteremo a Ferragosto e Renzi organizzerà i pullman della Coop" per portare la gente a votare, ha concluso. "Io non faccio uscire nessuno. Non siamo noi ad accompagnare fuori dalla porta. Se altri fanno altre scelte, auguri". Con queste parole il segretario ha commentato le voci legate alla fuoriuscita dal partito di alcuni parlamentari legati a Flavio Tosi. "Noi non facciamo la caccia alle streghe. Non so se siano uno, ventuno o quanti siano, ma ne prendiamo atto". Renzi a casa. "Se vinciamo in una delle regioni rosse c'è qualcuno che a Palazzo Chigi dovrebbe chiedere scusa e dimettersi". Salvini, in conferenza stampa a Milano dichiara: "Abbiamo la Lega ai massimi storici, raddoppiamo gli iscritti. Andiamo a vincere in Veneto e puntiamo anche alla Liguria e alla Toscana", insiste. L'antifascismo è una roba da libri di storia, una cosa superata. Come l'anticomunismo. Poi se andiamo a vedere i comunisti hanno ammazzato più persone dei fascisti. In mattinata Salvini interviene alla Zanzara: "Non tornerà né l'uno né l'altro, è un dibattito vecchio. Se un movimento di sinistra condivide le nostre battaglie parlo anche con quello, come con Casapound". In Italia ci sono troppe zecche rosse. Due militanti della Lega aggrediti a Cagliari da una quindicina di zecche rosse, l'altro giorno io assediato a Genova". "Sono quelli che si annidano tra i peli del cane e decidono chi è democratico e chi no. Tutti i centri sociali occupati illegalmente vanno sgomberati". Tosi è un capitolo chiuso. "Lui ha fatto la sua scelta. Se si candida gli facciamo gli auguri, poi decidono i veneti tra i 2 competitori che saranno Zaia e la Moretti. Quella di Tosi era una battaglia di ambizione personale". In Veneto Tosi al massimo arriva al 6-7 per cento, la Moretti al 30. Zaia non perderà mai, è un'ipotesi irrealizzabile, come la Juventus che perde lo scudetto. "Con Tosi eravamo amici, ora mi dice di tutto. Con lui ho finito le guance da porgere, me ne farò una ragione. Ha scelto un'altra formazione politica, non porto rancore. Gli faccio tanti auguri".

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