Politica

Tosi prepara la secessione da Salvini

Tre senatori e quattro deputati pronti a seguire il sindaco e a uscire dalla Lega LEGGI ANCHE Una divisione che fa godere solo Moretti

Sono almeno sei i parlamentari che seguiranno Flavio Tosi e lasceranno di propria spontanea volontà la Lega Nord. Ma la tenuta dei gruppi parlamentari del Carroccio non è comunque a rischio. A seguire certamente il sindaco di Verona nella sua nuova avventura politica - qualunque sarà - è la senatrice Patrizia Bisinella, compagna di Tosi («stiamo insieme da un anno»), che a Un giorno da pecora confessa che tra cuore e politica preferisce seguire i sentimenti. Su Radio2 va in diretta la storia d’amore tra i due, ma quando si parla di politica, la Bisinella spiega: «Io non sono ancora iscritta alla Fondazione ma mi iscrivo, lo annuncio ora. Seguo il progetto di Flavio, lo faccio a malincuore ma vedo che questa Lega è cambiata molto». La scissione parlamentare è a un passo. «Ora ci stiamo confrontando tra noi sette, otto parlamentari che potremmo uscire. Vogliamo prendere una decisione a mente lucida», spiega la Bisinella, che assicura che Tosi non ha sentito né Alfano né Passera. La Bisinella fino all’ultimo ha provato a fare da paciere tra il compagno e Salvini, «ma forse qualcuno vicino a Matteo, che non vedeva l’ora di sbarazzarsi di Flavio, ha buttato benzina sul fuoco. Io non sono riuscita mai a parlare con Matteo, avrei voluto confrontarmi con lui. Salvini non è stato cattivo, ma spregiudicato». E se Tosi dovesse decidere di candidarsi contro Zaia alle regionali del Veneto «ne sarei felice e lo appoggerei». Oltre alla Bisinella al Senato sarebbero pronte a lasciare la Legaanche Raffaela Bellot e Emanuela Munerato. Il gruppo del Carroccio perderebbe così tre degli attuali 15 membri, scendendo a 12. A Palazzo Madama il regolamento fissa a 10 il nmero minimo di parlamentari per costituire il gruppo, dunque non cambierebbe nulla. Alla Camera invece il numero minimo è di 20, esattamente quanti sono i deputati leghisti. Ma tre veneti su quattro starebbero seriamente pensando di seguire Tosi, dando il benservito a Salvini. Si tratta di Matteo Bragantini, Roberto Caon ed Emanuele Prataviera come possibili fuoriusciti. Resterebbe in Lega invece Filippo Busin, mentre Marcolin è in bilico. Il gruppo scenderà quindi a 17 deputati e a quel punto la Lega dovrebbe chiedere una deroga alla presidente Boldrini per tenerlo in vita. Quanto a Tosi, il sindaco, come suggeritogli dalla compagna, si è preso qualche giorno di tempo per decidere se sfidare o no Zaia. «Ci ragiono su e decido cosa fare. La botta è troppo fresca - confessa - Entro un paio di giorni ci ragiono e decido. Potrebbe essere sabato o anche lunedì. Non agisco per vendetta, cerco sempre di essere sereno e lucido per le cose». Tosi poi attacca Salvini: «Gli andava bene arrivare a questo e ci è arrivato con motivi che sono un pretesto. Salvini vuole un controllo dittatoriale, ha preso un decisione che rischia di creare condizioni interne pesantissime alla Liga Veneta, spaccando rapporti di stima e amicizia. Voleva solo liberarsi di Tosi, a prescindere dai modi e dalle elesioni. È chiaro che la delusione sui comportamenti, anche umani, è nei confronti del segretario federale». Salvini ovviamente non ci sta e contrattacca: «Non rispondo a chi insulta, se c’è da fare ragionamenti di politica ed economia sono disponibile. Di solito mi danno del dittatore Alfano e Renzi, se si aggiunge qualcuno è in buona compagnia. Cerco di guadagnarmi lo stipendio non rispondendo agli insulti ma cercando di darmi da fare. Mi interessano poco gli insulti. In Veneto puntiamoa raddoppiare gli iscritti, perché il cambio di idea di qualcuno può trasformarsi in un’iniezione di volontà. Non stiamo a piangerci addosso». Il governatore uscente del Veneto Luca Zaia invece dice: «La spaccatura si poteva evitare, a patto di avere una volontà da parte di entrambi di trovare una soluzione, circostanza che non c’è stata. Ora pancia a terra, vinceremo le elezioni. Ringrazio Matteo per aver gestito questa situazione nel migliore dei modi».

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