Politica

Piace tantissimo il fine stratega Matteo

Sull’onda del premier il Pd recupera l'1,1% e si porta al 36,8% Le intenzioni di voto

All'indomani dell'elezione di Sergio Mattarella al Quirinale - e della conseguente disintegrazione del cosiddetto "patto del Nazareno" - sembra essere soprattutto Matteo Renzi il maggiore beneficiario di questo repentino mutamento del quadro politico nazionale. Secondo l'ultimo sondaggio realizzato da Datamedia Ricerche per Il Tempo , infatti, la fiducia dei cittadini nel premier è salita al 46% (+2% rispetto a due settimane fa), invertendo un trend negativo che durava ormai da qualche mese. Il momento di grazia di Renzi, incoronato da analisti e commentatori come il "fine stratega" capace di chiudere definitivamente la parabola politica di Berlusconi (gli storici ci diranno se si trattava di una corretta interpretazione dei fatti), spinge verso l'alto anche il Partito democratico che recupera l'1,1% e si porta al 36,8%, anche in questo caso invertendo la tendenza negativa degli ultimi tempi. Tra i partiti che, a sinistra, hanno votato Matterella, a guadagnare consensi - rispetto all'ultimo sondaggio realizzato dall'istituto di ricerca diretto da Natascia Turato - è anche Sel, che cresce dello 0,2% e raggiunge il 4,2%. In quello che fu il centrodestra, invece, si sviluppano due dinamiche opposte. I partiti anti-Nazareno crescono: la Lega Nord guadagna altri 3 punti decimali e tocca la quota record del 14%; i Fratelli d'Italia recuperano lo 0,1% e arrivano al 2,5%. I partiti che, in modo diverso, hanno invece trattato fino all'ultimo momento con Renzi per influenzare la scelta per il Quirinale, perdono colpi: Forza Italia arretra di 2 punti decimali e scivola al 12,8% (sempre più distante dalla Lega); il Nuovo Centrodestra perde addirittura lo 0,8% (più o meno un quarto della sua intera forza elettorale) e crolla al 2,5%. Segno evidente che neppure gli elettori di NCD hanno apprezzato l'ennesima giravolta di Alfano, considerata soltanto un espediente per rimanere incollato al governo e alle sue poltrone. Sensibile, infine, anche la flessione di un Movimento Cinque Stelle mai realmente capace di incidere nelle trattative per il Quirinale. I "grillini" perdono quasi mezzo punto percentuale (-0,4%) e scivolano al 18,1%, sempre più lontani dal risultato ottenuto alle ultime elezioni politiche (25,5%)

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