Politica

Silvio promuove Sergio e compatta Fi

Berlusconi torna al Quirinale, battibecco con Bindi e anche con Renzi «Votiamo solo quello che ci convince». Poi vede Fitto e difende Verdini

Dunque, il Colle. Il Cavaliere giunge al Quirinale per assistere alla cerimonia di insediamento del nuovo presidente della Repubblica. E appena arriva mette subito in chiaro: «Ho un’afasia assoluta. Non vedo, non sento, non parlo, ma respiro». Il cerimoniale ha previsto per lui un posto vicino a Matteo Salvini ma l’ex premier avverte: «Con lui parlo solo di Milan». Tra l’altro il leader della Lega non si farà vedere facendo sapere che non è potutot intervenire semplicemente perché non sapeva di esseere stato invitato. Ma ciò non vuol dire che il patron del Milan possa parlare della sua squadra: «Abbiamo speranze che Filippo Inzaghi (l’allenatore, ndr) possa maturare», dopo un avvio di stagione piustto deludente almeno stando alle attese. Dalla politica al calcio e ritorno. Berlusconi poi interviene sul discorso del nuovo presidente della Repubblica e lo promuove: «Mattarella ha fatto un discorso adeguato e rispettoso della Costituzione, proprio quello che noi ci aspettiamo da un Capo dello Stato». Aggiunge poi: «Non lo conosco ma mi sembra una brava persona. Ha una bella immagine con questi capelli bianchi. Poi è conciso e questo non guasta. Non ho avuto la possibilità di salutarlo e di stringergli la mano oggi era sempre circondato da qualcuno. Sono abbastanza convinto che presto avrò udienza da lui. Gli faccio tanti auguri». Poi incontra Anna Finocchiaro e confessa: «Abbiamo fatto il tifo per lei». Gli viene chiesto: come sta il patto del Nazareno? «Francamente non lo so. Abbiamo sempre avuto uno spirito di Stato. Siamo convinti che ci vogliono riforme che servono al Paese. Se una proposta arriva dalla sinistra, noi la giudichiamo, e decidiamo. Da qui in avanti diremo sì a ciò che ci convincerà veramente». Esprime poi una «grande delusione» per come è stata gestita l’elezione del nuovo presidente della Repubblica: «Noi usciamo a testa alta da questa vicenda. Noi siamo sempre stati corretti e abbiamo mantenuto la parola data. Non abbiamo nulla da rimproverarci». Incrocia Matteo Renzi e ne nasce uno scambio di battute tra il premier e il leader di Forza Italia. Nel salone delle feste il presidente del Consiglio presenta Berlusconi al ministro dell’Econonia, Pier Carlo Padoan. Qui scatta la battuta dell’ex Cav: «Spero che non sia birichino come te». Pronta la risposta del presidente del Consiglio: «Il bello è che io lo sono meno di te». Segue poi una gaffe con Rosy Bindi. Il capogruppo di Fi Renato Brunetta gli porta il presidente dell’Antimafia per uno scambio di saluti. Il faccia a faccia sembra nascere sotto i migliori auspici con sorrisi reciproci. Poi il Cav esordisce: «Ho visto che ha versato lacrime di commozione, non ce lo aspettavamo da un uomo... pardon, da una donna, come Bindi, tante lacrime». La battuta non piace affatto all’esponente Pd che replica piccata: «Mi aspettavo che lei fosse diventato un po’ più galante, ma mi pare che non c’è niente da fare...». Berlusconi cerca di correre ai ripari per la gaffe, fa un baciamano alla Bindi e assicura: «Signora io sono sempre galante». Prima annuncia che non ha alcuna intenzione di vendere Mediaset, sulla sentenza che lo ha condannato afferma ci sono 35 nefandezze e ha intenzione di scriverci un libro. Infine si lancia sul partito. Il Cavaliere è determinato a ricompattare Forza Italia in vista delle prossime scadenze politiche. Il leader azzurro non vuole un partito balcanizzato e ha convocato ieri sera Raffaele Fitto per fare il punto della situazione. Ha difeso Denis Verdini: «È sempre stato leale nei miei confronti e sono sicuro che lo sarà anche adesso e in futuro».

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