«Domani ci saranno quelli conosciuti il 9 dicembre 2013, le persone arrabbiate ma equilibrate: i moderati, non gli estremisti che vogliono buttare tutti fuori dai Palazzi. Non ci interessa questa gente, ma quelli che vogliono chiedere al governo di guardare con più attenzione alle imprese. Nel volantino che presenteremo domani (oggi, ndr), ci sarà scritto lo slogan «Fuori dalle regole». Vuol dire che se le regole le seguiamo solo noi, mentre i furbi e gli stranieri fanno come vogliono, allora forse è meglio stare fuori dalle regole e dall'Europa». Mariano Ferro, leader dei Forconi, presenta a Il Tempo la manifestazione di oggi a Roma in cui verrà annunciata la nascita della Federazione nazionale de "I Forconi". Anche Danilo Calvani ha annunciato la nascita di un nuovo movimento dopo la separazione dai Forconi. «Calvani non ha mai fatto parte dei Forconi. Tre anni fa, dopo la protesta che bloccò la Sicilia, visto che non abbiamo ottenuto risultati, siamo andati a chiedere in giro per l'Italia supporto ad altre persone, tra cui Danilo Calvani. Lui, però, non ha mai fatto parte del nostro movimento». Tornando alla Federazione che presenterete a Roma, avete già adesioni? «Non abbiamo contezza di quanti siano i tesserati, i numeri ci interessano poco. Sappiamo, però, che l’opinione pubblica ci segue e siamo sicuri dell'enorme consenso. In Sicilia ci stiamo già muovendo per aiutare molte famiglie che hanno problemi a causa di case all'asta o immobili passati di mano.In questo momento chiamare in piazza la gente da una parte è facile per la situazione che si vive, ma dall’altra è difficile perché c'è disperazione ma rassegnazione» Cosa chiedete al governo? «Ho sentito le parole del presidente della Repubblica e a lui voglio dire che noi siamo quelle persone in difficoltà che vogliono vedere una prospettiva». A Matteo Renzi invece? «Vorrei dirgli che se lui ha l’idea di voler rottamare i politici per ora non ho visto nessuna rottamazione. Lo seguiamo con attenzione perché è appoggiato dal mondo dell’industria e dai poteri forti. Però adesso sarebbe bene dare la voce agli italiani e portare il paese alle elezioni. Nel nostro Paese è stata dimenticata la parola magica "preferenza". Nei territori il problema è che non c’è più una rappresentanza. La politica è completamente scollegata e fuori dal mondo. Quando Renzi parla di ripresa a me viene da ridere».
Siamo quegli italiani in difficoltà ma in cerca di una prospettiva
«Domani ci saranno quelli conosciuti il 9 dicembre 2013, le persone arrabbiate ma equilibrate: i moderati, non gli estremisti che vogliono buttare tutti fuori dai Palazzi. Non ci interessa questa...
