Politica

Il notabile cattolico che unirà l’Italia

per unire più in fondo la Nazione. Infatti il largo schieramento che ne ha sostenuto l’elezione, con il contributo di forze che non erano e non sono incluse nel...

La scelta di Sergio Mattarella non è stata concepita per dividere bensì anche per l'impegno e la vocazione dello stesso neopresidente per unire più in fondo la Nazione. Infatti il largo schieramento che ne ha sostenuto l’elezione, con il contributo di forze che non erano e non sono incluse nel perimetro della maggioranza di governo, attesta il desiderio di rafforzare la coesione del popolo italiano attorno alle istituzioni repubblicane. Per altro l’astensione di Forza Italia, benché nutrita di sentimenti che nascono da delusione o frustrazione, consolida questa serena prospettiva di maggiore dialogo e fiducia tra le diverse forze politiche sociali, culturali e politiche del Paese. A Renzi va dato merito, in tale contesto, di aver lavorato con la premura e la solerzia di chi avverte la responsabilità di un compito non ristretto agli interessi della compagine governativa. Sono convinto che le qualità del nuovo Presidente della Repubblica saranno immediatamente percepite dalla pubblica opinione. Dobbiamo essere orgogliosi della sua salita al Colle. L’Italia afflitta dalla piaga della mafia si onora oggi di avere al vertice dello Stato un uomo che ha interpretato l’azione antimafia non come facile arma di polemica e propaganda, ma più severamente, con l’empito morale conseguente alla morte del fratello Piersanti sotto i colpi del terrorismo nero alleato della mafia, come ferma reazione al prepotere e alla violenza di una criminogena organizzazione antistatuale. Il mondo intero, da questo momento, può guardare nel giardino di casa nostra e riconoscere l’anima generosa e il volto pulito di questa Italia ancora e sempre capace di risorgere dalle sue difficoltà endemiche. Mi piace ricordare che giunge al Quirinale un ex ministro della Pubblica istruzione, dunque un sicuro assertore della necessità di porre al centro del grande processo di riforma, elemento decisivo per la ripresa del progresso civico ed economico del Paese, l’educazione dei giovani e la formazione permanente dei cittadini e dei lavoratori. Posso testimoniare di aver trovato, quando Prodi mi ha voluto a capo del dicastero di viale Trastevere, nitide tracce del lavoro svolto dal mio autorevolissimo predecessore. Soprattutto i giovani avranno modo di apprezzare la grande sensibilità umana e intellettuale, specie verso i temi riguardanti il futuro delle nuove generazioni, di una personalità di alta preparazione giuridico-umanista, attenta a non disperdere il valore di una feconda visione pedagogica. S’insiste, inoltre, sul fatto che mostri un volto e un carattere troppo lontani dal canone imperante della politica spettacolo. Per fortuna, vorrei direi! Abbiamo bisogno tutti, in questo tempo concitato e spesso vuoto, di riscoprire le virtù della sobrietà e del rigore. Sergio Mattarella, visto da vicino, non è affatto prigioniero della sua compostezza interiore ed esteriore. Non transige sui principi, ma conosce l’arte del dialogo. Di solida formazione cattolica, non accetta il piegarsi a formule di ossequio curiale: il senso della laicità è un presupposto della sua concezione della buona attività pubblica. Per questo, anziché descriverlo come democristiano atipico nel panorama delle rovine post-Dc, sarebbe meglio presentarlo come rappresentante esemplare della straordinaria tradizione degasperiana. Grazie a un legame così profondo con la storia del cattolicesimo politico, egli ha saputo andare oltre le esauste forme della tradizione scudocrociata contribuendo a rinnovare, attraverso esperimenti diversi e scelte sempre coraggiose, lo spirito e le energie del popolarismo d’ispirazione cristiana. Avremo dunque un Presidente che non mancherà di ascoltare e di capire, ma certamente, laddove necessario, non esiterà a mettere in chiaro la sua fedeltà ai valori fondamentali della nostra esperienza democratica e costituzionale. All’occorrenza con coraggio, perché dietro il contegno della persona mite si nasconde la fierezza dell’uomo che conosce gli obblighi e le responsabilità di chi presta la sua opera al servizio dello Stato, per il bene della comunità.

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