Dopo Enrico Letta tocca a Silvio Berlusconi. Matteo Renzi, dopo una mattinata concitata d’incontri a Palazzo Chigi, si presenta all’assemblea dei grandi elettori del Pd e annuncia: «Il nostro candidato è Sergio Mattarella». Nome approvato all’unanimità dall’assise democratica, ma che di fatto rompe il patto del Nazareno. Silvio Berlusconi mastica amaro e con lui il leader di Ncd Angelino Alfano, che accusano il segretario Dem di non aver concertato la scelta. Ma Renzi tira dritto: «Non è un atto di arroganza del Pd proporre un nome, è la richiesta proveniente da tutte le forze politiche, il Pd rappresenta oltre il 45% dell’assemblea dei grandi elettori» e dunque «ha una responsabilità». Le posizioni però restano molto distanti. Nella maggioranza potenziale che domattina dovrebbe eleggere Mattarella ad oggi non figurano né Forza Italia né l’asse Ncd-Udc. E qualcuno in Transatlantico mormora: «Dopo Enrico stai sereno, adesso Renzi lancerà l’hashtag Silvio stai sereno». Il premier, dal canto suo pone l’aut auto: il nostro candidato è Mattarella, se lo votate bene, altrimenti abbiamo i numeri per votarlo da soli. L’idea del premier è portare la legislatura alla scadenza naturale del 2018, ma in caso di instabilità politica dopo l’elezione del nuovo Presidente della repubblica è pronto a tutto, anche a un voto anticipato che oggi non converebbe né a Berlusconi né ad Alfano. «Sergio è un uomo che ha vissuto con dolore personale la stagione delle stragi di mafia - spiega Renzi - Sergio è un uomo della legalità, è il padre di una legge elettorale che ha il merito del collegio, importante perché impone al politico di metterci la faccia. È uno dei pochi democristiani che ha avuto il coraggio di dimettersi ed è un difensore della Costituzione». Renzi poi ricorda il profilo internazionale del Mattarella ministro della Difesa e mette il Pd con le spalle al muro: «O si elegge Mattarella o non ci saranno altri candidati del Pd. Chiedo la massima franchezza, mostrando cura delle istituzioni. Non è un momento come gli altri: se falliamo non sarà una normale sconfitta parlamentare. Spero che da sabato potremo chiamare signor presidente Sergio Mattarella». Il premier ha fatto i suoi conti. Mattarella al momento dovrebbe contare su 570-580 voti: al quarto scrutinio ne servono 505. Il primo banco di prova è la votazione d’esordio di ieri: il Pd dichiara scheda bianca. Il quorum dei due terzi - 673 - è irraggiungibile. Alla fine le bianche sono 538, a cui vanno aggiunti i voti del Psi che vota la Bonino e chiede l’allargamento della maggioranza dei dissidenti grillini. Mattarella insomma tiene. «Matteo è un fuoriclasse», commenta in Transatlantico una deputata renziana. La trattativa con Ncd, Udc e FI, spiega il ministro Maria Elena Boschi, resta comunque aperta.
#Silvio stai sereno. E Matteo lo frega
Renzi impone Mattarella e rompe il Patto del Nazareno. Berlusconi e Alfano furiosi LEGGI ANCHE Totti batte Riva cinque a uno Ma la Boldrini annulla i voti
