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La minoranza del Pd non vota l’emendamento Finocchiaro

La minoranza Pd non ha votato il primo emendamento della maggioranza a prima firma Finocchiaro che introduce il premio alla lista e la soglia del 3%. Oltre 20 senatori, si apprende, non hanno partecipato al voto, come annunciato nei giorni scorsi. Intanto continua l’iter delle riforme alla Camera. L'Aula di Montecitorio ha approvato, con 330 voti favorevoli e 126 voti contrari l'articolo 25 del ddl riforme, che modifica l'articolo 94 della Costituzione e disciplina la fiducia al governo. Con il via libera al nuovo testo della Carta, viene compiuto un ulteriore passo verso la fine del bicameralismo perfetto, in quanto si prevede che non siano piu' entrambi i rami del Parlamento a votare o revocare la fiducia al governo, bensì sarà la sola Camera ad avere un rapporto fiduciario con l'esecutivo. Sono invece stati bocciati gli emendamenti che miravano a introdurre la «sfiducia costruttiva» al governo. L'Aula ha anche approvato con 293 voti favorevoli e 114 voti contrari l'articolo 21 del ddl riforme, che modifica l'articolo 83 della Costituzione, prevedendo un nuovo quorum, che viene innalzato, per l'elezione del presidente della Repubblica. Il nuovo testo prevede: «l'elezione del Capo dello Stato ha luogo per scrutinio segreto a maggioranza di due terzi dell'assemblea. Dal quinto scrutinio è sufficiente la maggioranza dei tre quinti dell'assemblea. Dal nono scrutinio la maggioranza dei tre quinti dei votanti». Con 166 sì, 62 no e un astenuto l'Aula del Senato ha approvato il secondo emendamento, a prima firma Finocchiaro, che introduce i capilista, la soglia del 40% per il premio di maggioranza.

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