L'Italicum supera l'ostacolo del Senato. Anche se le "perdite" per i principali partiti sono significative. Oggi, nel voto finale, i sì sono stati 184, 66 i no e due gli astenuti. Ma sia nel Pd che in Forza Italia si registrano diverse defezioni. A quanto si apprende 24 senatori appartenenti alla minoranza Dem non hanno partecipato al voto. Ma anche tra gli azzurri spiccano alcuni assenti. Fatto sta che l'Italicum 2.0, modificato da Palazzo Madama, ora passa all'esame della Camera. Le spaccature registrate in questi giorni sembrano destinate ad acuirsi, ma un ulteriore passo verso l'obiettivo finale è stato compiuto. E Matteio Renzi festeggia E due. Legge elettorale approvata anche al Senato. Il coraggio paga, le riforme vanno avanti. #lavoltabuona — Matteo Renzi (@matteorenzi) 27 Gennaio 2015 Cosa cambia. Il nuovo modello, frutto del patto del Nazareno e delle intese interne alla maggioranza, prevede liste di candidati presentate in 20 circoscrizioni elettorali suddivise nell'insieme in 100 collegi plurinominali. In ciascuna lista i candidati sono presentati in ordine alternato per sesso, i capolista dello stesso sesso non eccedono il 60% del totale in ogni circoscrizione, nessuno può essere candidato in più collegi, neppure di altra circoscrizione, salvo i capolista nel limite di dieci collegi. Inoltre, l'elettore può esprimere fino a due preferenze, per candidati di sesso diverso tra quelli che non sono capolista; i seggi sono attribuiti su base nazionale con il metodo dei quozienti interi e dei più alti resti; accedono alla ripartizione dei seggi le liste che ottengono, su base nazionale, almeno il 3% dei voti validi; sono attribuiti comunque 340 seggi alla lista che ottiene, su base nazionale, almeno il 40% dei voti validi o, in mancanza, a quella che prevale in un turno di ballottaggio tra le due con il maggior numero di voti. Non sono ammessi collegamenti tra liste o apparentamenti tra i due turni di votazione. Sono proclamati eletti, fino a concorrenza dei seggi che spettano a ciascuna lista in ogni circoscrizione, dapprima, i capolista nei collegi, quindi i candidati che hanno ottenuto il maggior numero di preferenze; i collegi elettorali sono determinati dal governo con un apposito decreto legislativo. C'è, infine, la "clausola di salvaguardia", per cui la Camera dei deputati è eletta secondo le disposizioni dello stesso Italicum 2 a decorrere dal 1º luglio 2016. Opposizione in rivolta. Il MoVimento 5 Stelle insorge accusando la maggioranza di aver modificato il testo della legge nella notte dopo aver respinto alcuni emendamenti che introducevano proprio le novità che, alla fine, si ritrovano nella legge. Nuova maggioranza? In molti sottolineano l'apporto decisivo dei voti di Forza Italia. "Sicuramente è stato importante il contributo di Forza Italia e delle opposizioni ma fin dall'inizio questa è stata una scelta del governo - replica il ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi -. E cioè di non imporre a maggioranza la legge elettorale. In ogni caso, in termini numerici la maggioranza è stata autosufficiente". Sembrava impossibile qualche mese fa, eppure la legge elettorale è ok anche al Senato. È proprio #lavoltabuona — maria elena boschi (@mariaelenabosch) 27 Gennaio 2015
Il Senato da il via libera all'Italicum 2.0
Il testo approvato con 186 sì, ma 23 senatori del Pd non partecipano al voto. Defezioni anche in Forza Italia. Il ministro Boschi: "La maggioranza è stata autosufficiente"
