Politica

Sul Partenone sventola bandiera rossa

La sinistra conquista il 36,3% e 149 seggi, due dalla maggioranza assoluta. Ora dovrà allearsi Trema la Troika. La Germania ringhia IL RITRATTO il primo fra gli antieuropeisti

Contrordine compagni di tutto il mondo: il comunismo non è finito. Anzi vive e prospera a qualche centinaio di chilometri dalle coste italiane. Sempre a Est ma questa volta in Grecia dove ieri il partito di estrema sinistra Syriza guidato da Alexis Tsipras ha vinto le elezioni politiche. La bandiera rossa da oggi sventola, fiera del suo passato, sul Partenone.  Anche se Syriza si ferma ad un passo dal trionfo assoluto. Quello che avrebbe permesso a Tsipras di costituire un governo in autonomia. Con lo spoglio praticamente completato, infatti, il partito ottiene il 36,3%, che corrisponde a 149 seggi in Parlamento, cioè due in meno rispetto ai 151 necessari per la maggioranza assoluta (il Parlamento greco, monocamerale, è composto da 300 seggi). Al secondo posto Nuova democrazia del premier Antonis Samaras, che si attesta al 27,8%, con 76 seggi. Al terzo posto Alba Dorata al 6,3% e 17 seggi, seguito dal partito centrista «To Potami» al 6,1% e 17 seggi. Tsipras non avrà dunque i voti sufficienti per formare un governo monocolore che gli darebbe un margine di manovra molto ampio nei confronti di Bruxelles dove andrà molto probabilmente a battere i pugni sul tavolo per ottenere l’annullamento dei patti sottoscritti con la Troika. Già ieri sera si è immediatamente respirata l’aria nuova che soffierà sull’asse Atene-Bruxelles. Il responsabile del programma economico di Syriza, Yannis Milios, ha annunciato che alla luce del voto gli accordi sottoscritti dai precedenti governi, ultimo quello di Antonis Samars, con la Troika (Bce-Ue-Fmi) per il salvataggio della Grecia sono morti». «Penso che Gikas Jarduvelis (ministro delle Finanze del governo uscente) domani mattina (oggi ndr) a Bruxelles) alla riunione dell'Eurogruppo si limiterà a discutere di aspetti tecnici, perché il programma (di rientro del prestito da 240 miliardi di euro che ha salvato Atene) che ha sottoscritto come rappresentante di Samaras è morto», ha dichiarato Milios. Ed è proprio per questo che oggi è prevista una riunione dell'Eurogruppo che avrà tra i temi più scottanti proprio l'esito del voto greco e le sue possibili ripercussioni sulla tenuta dell'Eurozona. Non solo. A fare il punto sul voto di Atene anche i presidenti delle principali istituzioni europee, Jean-Claude Juncker della Commissione, Mario Draghi della Bce e Donald Tusk del Consiglio che si incontreranno oggi a pranzo come ogni settimana. A loro si unirà il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem, che nel pomeriggio ha in programma la riunione dei 19 ministri delle finanze della moneta unica. Il giorno dopo le elezioni in Grecia e la vittoria del partito Syriza, approfitteranno di questo appuntamento settimanale per discutere degli sviluppi politici ed economici legati al risultato elettorale, anche se i rispettivi portavoce hanno precisano che la riunione non è stata convocata per questo e prevede tutti gli appuntamenti dell’Eurogruppo. Nel pomeriggio, la Grecia sarà al centro del dibattito. L'attuale programma di aiuti internazionali è stato prorogato fino a fine febbraio e per ottenere un ulteriore allungamento sarà necessaria una richiesta ai partner europei da parte del prossimo governo. Il premier uscente Antonis Samaras ha detto ieri in serata dopo aver chiamato Tsipras per congratularsi per la vittoria: «Il risultato delle elezioni non è molto soddisfacente ma il popolo greco ha parlato e tutti lo stiamo rispettando. Nella serata parola al vincente. «Con il voto storico di oggi il popolo greco ha dato un ordine molto chiaro: la Grecia volta pagina, abbandona l’austerità, la catastrofe, lascia la paura dietro di se, lascia 5 anni di sofferenze e chiude circolo vizioso dell’austerità, annulla l’accordo di austerità con la Troika che è il passato» ha detto Tsipras. Che ha aggiunto «troveremo con l’Europa una nuova soluzione per far uscire la Grecia dal circolo vizioso e per far tornare a crescere l'Europa. La Grecia presenterà ora nuove proposte, un nuovo piano radicale per i prossimi 4 anni».

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