Politica

Condannato per abuso d’ufficio

De Luca a rischio sospensione «Ma io non mi dimetto»

«Io non intendo arretrare di un millimetro, è una vicenda amara, ma non devierò di una virgola il percorso intrapreso». Lo ha detto il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, nel corso di un incontro ieri sera nella sede del Comune dopo la condanna a un anno di reclusione per abuso di ufficio del Tribunale di Salerno. Sulle primarie del Pd in Campania, De Luca lancia un segnale netto e chiaro: «Chi vuole fare battaglia politica lo faccia a viso aperto, non nascondendosi dietro sentenze cervellotiche come quella avuta ieri. Le primarie restano un passaggio irrinunciabile e ineludibile e non cambieremo di una virgola il lavoro svolto in ambito regionale. Saremo nei prossimi giorni a Caserta, nella area nord di Napoli, ma andremo avanti a spiegare il nostro programma come abbiamo fatto nei mesi scorsi, per ridare una speranza a questa terra». Intanto i giudici della Corte di Appello di Salerno, chiamati ieri a esprimersi sulla decadenza di Vincenzo De Luca per l'incompatibilita' tra l'incarico di sindaco e quello di vice ministro (all'epoca del governo Letta) si sono riservati di decidere. Lo si apprende da fonti vicino al primo cittadino di Salerno. Una decisione che rende ancora più intricata la vicenda non solo di De Luca sindaco ma di tutto il Pd campano e del centrosinistra sul fronte delle primarie. Intanto si aspetta conferma della notifica da parte del Tribunale alla Prefettura in merito alla condanna per abuso d'ufficio stabilita con sentenza di primo grado. Si tratta, come nel caso di Luigi de Magistris, di un atto dovuto che mette in moto i meccanismi della legge Severino.

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