Politica

Il menù europeo non piace Il Comune aggiunge gli spaghetti

L’assessore Masini: un piatto all’italiana insieme con quello straniero

La rivincita degli spaghetti al pomodoro su wurstel e kartoffeln. E degli gnocchi il giovedì contro il pollo alla belga, uno dei primi piatti del contestato menù europeo comparso sulle mense scolastiche dei nostri figli e rispedito in cucina. La crociata ha fatto breccia. Anche se le polemiche non sono ancora finite. Da oggi però il menù europeo almeno non sarà più solo soletto: quando arriva il suo turno sarà sempre accompagnato da un bel primo all’italiana. Così ha stabilitito il neo assessore alla scuola di Roma Capitale, Paolo Masini, che ieri, incontrando le 11 ditte che preparano i pasti, ha ritoccato l’eredità ricevuta dall’ex assessore Cattoi. Iniziativa interculturale certo. Ma quante smorfie di disgusto davanti a quattro pezzi di patate e crauti in brodetto. Una delle tante foto postate dai genitori agguerriti su facebook che si sono scatenati in un coro di proteste del tipo: «Menù europei nelle scuole romane, qualcuno ha avuto il coraggio di servire questo ai bimbi di una scuola romana». E ancora: «Questo è il solo piatto che spetta di bambini di 3-4-5 anni, vergogna!». Ora però i 144mila bimbi delle scuole romane potranno contare sull’alternativa di un primo all’italiana quando in calendario c’è il menù europeo. E il tempismo con la protesta dei genitori che su facebook avevano postato le foto delle pietanze contestate si fa notare. Segno che la crociata, partita da M5S che aveva registrato i mugugni dei cuochi, che avevano bocciato patatine fritte surgelate, carne rossa non biologica, cibi grassi e di scarso valore nutritivo, ha fatto breccia. Come le colorite espressioni sui social network. Mentre a scuola spuntano cartelli di avviso. Quello che pubblichiamo nella foto sopra è stato inviato alla redazione dai genitori di una scuola materna di Centocelle. Affisso l’altro ieri c’è scritto: «Domani 21 gennaio c’è il menù inglese "fish and chips", considerando che non è previsto il primo piatto si consiglia di portare un’alternativa poiché abbiamo notato che quando c’è il menù europeo i bambini restano insoddisfatti». Un invito alle famiglie a portare un pasto da casa perché, hanno spiegato le maestre: «quando c’è il menù europeo, i bambini o restano affamati o non mangiano affatto perché il cibo non piace». «Il Comune ha fatto marcia indietro, spaghetti-wurstel 1 a 0» ironizzano Fabrizio Santori, consigliere regionale del Lazio e Francesco Corsi del comitato Difendiamo Roma che stigmatizzano l’iniziativa dei menù europei «nati - spiegano - con l'intento neppure troppo velato di santificare l'operati di Renzi nel semestre di Presidenza italiano. Ma il bilancio del semestre europeo è stato fallimentare, siamo rimasti a "bocca asciutta", così come i bambini cui la Giunta Marino ha propinato il menù europeo». Per dire un «basta» definitivo all’iniziativa dell’ex assessore Cattoi stamattina dalle ore 11.30, in Campidoglio il flash mob del Nuovo Centrodestra nel giorno in cui Roberto Cantiani e Lavinia Mennuni, rispettivamente Capogruppo e Consigliere in Campidoglio del Ncd presentano una mozione per chiedere al sindaco Marino di provvedere al ritiro immediato del menù europeo dalle scuole capitoline e al ritorno ad una dieta mediterranea equilibrata. La stessa richiesta che presentano gli esponenti di Fdi-An, Fabrizio Ghera capogruppo in Campidoglio e Laura Marsilio dirigente nazionale.

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