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«Il caso Lazio Service» finisce alla Pisana

Fibrillazione in Lazio Service, dove le indiscrezioni dei giorni scorsi, e riportate ieri da Il Tempo, cominciano a prendere forma nei sindacati e al Consiglio regionale: la sospensione di tre direttori, Ariano, D’Annibale e Tota, di cui quest’ultimo "a metà", cioè sospeso alla guida degli Affari legali e non dalla carica di direttore generale. L’ex amministratore Marcucci è stato "congedato" con un anno di anticipo e 170mila euro ma continua a lavorare nell’azienda, sembrerebbe a "titolo gratuito". Ed è proprio sulle consulenze gratuite, come quella della segretaria del nuovo amministratore Raffa, che i sindacati hanno chiesto conto pochi giorni fa. In una riunione sarebbe stato confermato il sospetto che ai "volontari" viene comunque erogato un rimborso spese. Contrariamente infatti si andrebbe incontro a più di una violazione di legge. Sullo sfondo, ma niente affatto secondario, la fusione con l’altra partecipata regionale, Lait. C’è chi pensa che i "volontari" di Lazio Service potrebbero trovare occupazione "regolare" ad avvenuta fusione. In barba a tagli e bandi. Una vicenda destinata comunque a schiarsisi. «Apprendo notizie quanto meno curiose in merito alla partecipata regionale Lazio Service - ha detto il consigliere regionale Pietro Sbardella - si parla di sospensioni dei direttori che non sono sospesi, di amministratori liquidati che continuano a lavorare in azienda ma che sono stati sostituiti da amministratori che percepiscono stipendi più alti. Tutto questo in una società oggetto di una legge che prevede la fusione con altra partecipata in ossequio agli obiettivi di spending review fissati in consiglio regionale. Credo sia necessario e opportuno convocare in audizione, nell'apposita commissione, l'attuale amministratore per chiarirci le idee su cosa sta effettivamente accadendo a Lazio Service».

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