Nel borsino del Quirinale ci sono giorni buoni e altri meno. Quello di ieri, per Silvio Berlusconi, è certamente da ascrivere ai più positivi. Dopo aver ricucito con Renato Brunetta e aver sondato ancora una volta gli umori di Raffaele Fitto, l’ex premier ha incontrato il leader Ncd Angelino Alfano, a 15 mesi dall’ultimo contatto ufficiale. Un vertice annunciato da giorni e andato in scena a sorpresa ieri sera, nella Prefettura di Milano. Contestualmente, Renzi si ritrovava un Pd sull’orlo della crisi di nervi a causa della rivolta della minoranza al Senato sull’Italicum. E così l’ex Cavaliere si è ritrovato d’improvviso nel ruolo di alleato imprescindibile per il premier. Che, non a caso, lo incontrerà questa mattina proprio per riallacciare i fili sul Quirinale. L’incontro con Alfano, si diceva. Era attesissimo, non fosse altro perché Berlusconi e il suo ex delfino non si parlavano - se non attraverso gelidi comunicati - dai tempi della scissione di Angelino. Il tempo ha in parte lenito le ferite, il resto lo ha fatto l’opportunità politica. Il sogno di Berlusconi è quello di presentarsi al tavolo della trattativa con 250 grandi elettori da «puntare». Per farlo, l’unica strada era ricucire con i centristi. Anche perché i delegati di centrodestra di molte regioni rischiano di non «rispondere» a Forza Italia, com’è accaduto per la Lombardia, che sarà rappresentata da Roberto Maroni (Lega) e Raffaele Cattaneo (Ncd). Ad accompagnare i due leader le delegazioni composte da Quagliariello, Lupi e Cesa (Area Popolare) e da Toti e Ghedini (Forza Italia). Dopo circa un’ora di colloquio i due si sono accordati sulla necessità di fare fronte unico sulla partita del Colle e di chiedere un candidato al Quirinale che non provenga dalle file del Pd. L’idea sarebbe quella di provare a stanare Renzi con una rosa di tre nomi. I primi due sono già certi: Giuliano Amato e Pier Ferdinando Casini. Il terzo potrebbe essere Antonio Martino. Gianni Letta resterebbe escluso per non essere bruciato in vista di un possibile ruolo da sottosegretario del Presidente della Repubblica. La rosa sarà proposta a Renzi nel corso dei prossimi giorni, per costringerlo a venire allo scoperto prima di quell’«ultimo giorno prima del 29», come aveva annunciato di voler fare il premier. Resta la volontà di non rompere. «Non faremo veti» hanno annunciato le delegazioni di Ncd e FI. Ma per una volta, il pallone è nel loro campo di gioco.
Ieri Alfano, oggi Renzi Il Cav stringe per il Colle
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