Politica

Prodi, l’eterno Professore che fa finta di non correre

L’ex presidente riparte dalla trombatura di due anni fa

Agli amici, ai collaboratori, ai fedelissimi ha continuato a ripetere: non sperateci. Ma questo non vuol dire che Romano Prodi non ci stia lavorando. Anzi. La corsa al Quirinale riparte da lui. Fu proprio dal professore di Bologna che si avvitò pericolosamente la situazione nelle elezioni di due anni fa. Alla quarta votazione, infatti, Pd e il resto del centrosinistra andarno convinti sull’ex presidente della commissione europea il quale si ferò a quota 395 preferenze facendo così evitare che erano mancati almeno 101 voti di franchi tiratori. Si riparte da Prodi anche perché i giochi sul Quirinale si sono rimessi in movimento il 15 dicembre scorso quando l’ex presidente del Consiglio è andato a trovare l’attuale inquilino di palazzo Chigi, Matteo Renzi. Proprio i renziani, assieme ai dalemiani, venivano indicati come tra coloro che s’annidavano tra i 101 franchi tiratori. Si vedrà. Di sicuro il professore, anzi il Professore, si è mosso, si è dato da fare e come al solito in tutte le circostanze ha ostentato un aristocratico distacco. Di più, ha dichiaratamente fatto sapere di non essere interessato e di chiamarsi completamehnte fuori dalla partita. Ostentatamente contro la candidatura di Prodi, già nelle votazioni di due anni fa, è Silvio Berlusconi: nel 2013 l’allora Pdl uscì dall’Aula. Dunque è una candidatura, la sua, contraria al patto del Nazareno. E nelle ultime giornate si è segnalata una fantasiosa ma per questo possibile strategia da parte di coloro si oppongono all’asse renzi-Berlusconi, sia dentro il Pd che dentro Forza Italia. I frondisti, cioé, sarebbero disponibili a candidare Prodi e a votarlo nella speranza di raccogliere i voti di tutti coloro che vogliono far salatre l’intesa e quindi anche da parte dei grillini e di Sel. Un’ipotesi del genere potrebbe raccogliere anche voti di larga parte dei democratici, soprattutto tra coloro che non intendono seguire le direttive di Renzi. Certo, ipotesi fantasiosa ma forse l’elezione al Colle non aveva mai riservato questa sortita come quella dei forzisti che voterebbero Prodi.

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