Politica

Italicum, avanti con la «salvaguardia»

A palazzo Madama sono tre gli emendamenti e un subemendamento per la riforma della legge elettorale presentati dalla maggioranza a firma della presidente della commissione Affari costituzionali Anna...

A palazzo Madama sono tre gli emendamenti e un subemendamento per la riforma della legge elettorale presentati dalla maggioranza a firma della presidente della commissione Affari costituzionali Anna Finocchiaro, e dei capigruppo Luigi Zanda (Pd), Maurizio Sacconi (Ap Ncd-Udc). Karl Zeller (Autonomie-Svp), Gianluca Susta (Sc). Le proposte prevedono quanto concordato in sede politica: soglia di sbarramento al 3%, premio alla lista, una norma cosiddetta "antiflipper" (che interviene sul meccanismo di attribuzione dei seggi previsto dall’Italicum), la delega al governo in tema di collegi elettorali per la Camera, che restano fissati a cento. Aldilà dei confini della maggioranza, Forza Italia ha firmato l’emendamento che stabilisce la clausola di salvaguardia che fissa l’entrata in vigore al 1 luglio 2016 nonché quello che stabilisce il premio al 40% e che contiene anche la norma sui capilista bloccati. La presentazione degli emendamenti della maggioranza arriva al termine di una giornata di discussione generale a palazzo Madama sulla legge elettorale, nel corso della quale le opposizioni hanno protestato per il rischio che i tempi per l’esame della proposta finale della maggioranza potessero finire strozzati. Anche da parte della minoranza dem è stata espressa analoga preoccupazione. E alla fine è stata la Lega a sospendere tutti con la presentazione di una quantità abnorme di emendamenti e subemendamenti. Il vice presidente del Senato Roberto Calderoli, insieme al capogruppo del Carroccio Gianmarco Centinaio e ad altri senatori, si sono presentati con le scatole contenenti oltre 40mila emendamenti. Per Calderoli è un modo per costringere la maggioranza ad un confronto serrato nel merito. Ma la partita si giocherà sul piano del Regolamento del Senato. Che da oggi, una volta formalizzate le dimissioni di Giorgio Napolitano da presidente della Repubblica, sarà presieduto dalla vice presidente vicaria Valeria Fedeli, visto che Pietro Grasso sarà Capo dello Stato supplente.

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