Politica

Renzi va a Strasburgo per litigare con Grillo e Salvini

Il premier chiude il semestre di presidenza italiana dell'Ue: "O l'Europa cambia o saremo fanalino di coda". Poi polemizza con la Lega e il M5S

Dai banchi arriva qualche applauso. Un paio di eurodeputati ridono di gusto, ma la maggior parte dei presenti ascolta in silenzio. Dopotutto c'è da immaginare che poco importi a Strasburgo delle diatribe italiane. Eppure il premier Matteo Renzi chiude il semestre di presidenza italiana della Ue con una bella polemica con Lega e M5S. Certo, prima magnìfica i "passi avanti importanti" fatti in questi sei mesi. "Solo uno sguardo privo di aderenza alla realtà - spiega - può negare che in Europa qualcosa si muove. 'Eppur si muove', direbbe Galileo. La direzione è senz'altro giusta, bisognerà vedere se produrrà frutti nei prossimi mesi". Insomma il bilancio che il premier traccia è ovviamente positivo anche se ancora molto resta da fare. "Credo - prosegue - che o l’Europa cambia marcia nell’economia o diventeremo fanalino coda di un mondo che cambia rapidamente. A nostro giudizio stiamo andando nella giusta direzione, ma dobbiamo fare di più. Noi siamo pronti a fare la nostra parte, a credere nell’investimento sulla flessibilità. L’Italia ha chiesto un cambiamento paradigmatico del progetto economico europeo, un cambiamento improntato alla flessibilità e alla crescita. Se non ci fosse stata la flessibilità la politica sarebbe stata cancellata oggi da quest’aula. E non sarebbe servito a nulla parlare dei risultati, di cui potrei discutere a lungo: dal passaggio da Mare nostrum a Triton, agli ogm, ecc...».     Difesa di Padoan. Detto questo Renzi difende anche il lavoro fatto in Patria. "L'Italia - spiega - è terza come debito pubblico ma ha anche il più grande risparmio privato d'Occidente, direi del mondo. Sono molto ottimista, se si vince la sfida culturale per ritornare ad un grado di fiducia che il Paese merita. In sostanza se gli italiani tornano a crederci sono molto ottimista per il futuro". "I giornalisti - insiste - dovrebbero sapere, che non basta un anno per considerare concluso il campionato di un governo, che dura i cique anni della legislatura. Mentre l'Europa andava benino l'Italia registrava un calo del 2,3% del Pil nel 2012 e dell'1,95% nel 2013, nel 2014 anche l'Europa purtroppo si è fermata e per noi sarà -0,4% e l'anno prossimo tornerà il segno positivo: il gap si è ridotto. Il fatto poi che la disoccupazione si sia bloccata non soddisfa, ma magari è l'inizio di una ripartenza e in questo saremo agevolati dal lavoro fatto sul costo del denaro sull'euro e anche dalla situazione del petrolio: tre elementi che possono portare più forza alla crescita". Guai poi a colpevolizzare il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan: "Che i ministri economici si possano considerare responsabili dell'attuale congiuntura economica è poco più che una barzelletta".     Scontro con Salvini e Grillo. Una parte significativa del suo discorso e della sua replica Renzi la dedica a replicare agli attacchi e ai mugugni di Lega e M5S. Nello specifico, quando il premier cita l'Ulisse dantesco ("Fatti non foste per viver come bruti, ma per seguir virtù e conoscenza") i banchi del Carroccio e degli eurodeputati euroscettici rumoreggiano. Così il premier li punzecchia: "So che per alcuni di voi è difficile leggere più di due libri ma spero che il Parlamento europeo scelga se vuole vivere come bruti e seguire la demagogia per qualche mezzo punto in più o se seguire la virtù che è rappresentata dall'Europa". Per l'occasione a Strasburgo è arrivato anche Beppe Grillo che, sulla propria pagina Facebook, ironizza sulla scorta di Renzi.     Pubblicazione di Beppe Grillo.     Poi posta una foto durante il discorso di Renzi       Nel frattempo, in Aula i parlamentari 5 Stelle attaccano Renzi. E lui non si lascia sfuggire l'occasione di replicare: "Quando i parlamentari 5 Stelle sostengono che le famiglie italiane si stanno impoverendo dicono una cosa che cozza con la realtà dei fatti e dei numeri. I risparmi sono cresciuti. È molto difficile convincervi della realtà ma a un certo punto la realtà si impone". Ma il vero obiettivo è Matteo Salvini che, su Twitter e in Aula, è un fiume in piena.     Qui #Strasburgo, parla #Renzi e l'aula è deserta! Non gli credono più nemmeno i suoi amici... #Salvini #Lega pic.twitter.com/nVEwg7IRCE — Matteo Salvini (@matteosalvinimi) 13 Gennaio 2015     Disoccupazione e immigrazione clandestina crescono, no difesa di #madeinitaly, nulla per i #MARÒ. #Renzi, SOTTO IL VESTITO, NIENTE! #Salvini — Matteo Salvini (@matteosalvinimi) 13 Gennaio 2015     "L'economia italiana vive una fase di terrore, preoccupazione - avverte Renzi - anche per colpa di messaggi improntati non semplicemente all'austerity ma al terrore e alla paura del futuro. Trovo davvero strano che i deputati europei che rappresentano l'Italia evidenzino con cura certosina tutti gli aspetti negativi del nostro Paese". Quindi, dopo aver ironizzato sul fatto che Salvini trascorra molto più tempo in tv che al Parlamento europeo e dopo aver ricordato che a suo tempo Roberto Maroni, da ministro dell'Interno, era contrario a cancellare Schengen (cosa che la Lega vorrebbe fare dopo i fatti di Parigi ndr), tira la stoccata finale: "Tra la demagogia e la realtà c'è una distanza pazzesca. In Italia si assiste ad un derby tra chi si alza e accetta la sfida del cambiamento e chi scommette sulla paura".

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