Politica

Stanno per attaccare Roma e il Vaticano

Gli 007 Usa intercettano i terroristi, la Tv israeliana parla di pericolo imminente

Roma e il Papa sono i prossimi obiettivi nella lista nera dell’Isis. L’ennesima conferma è arrivata ieri dai servizi segreti americani e da quelli israeliani. In particolare, secondo la statunitense Nsa (National security agency), alcuni commandos, composti da terroristi pronti a colpire, potrebbero sbarcare in Europa attraverso i flussi migratori in arrivo sulle nostre coste. A conferma di quanto sia elevato il livello del rischio attentati al Vaticano, già durante l’Angelus di ieri, a piazza San Pietro e nei dintorni del Vaticano, la zona è stata blindata. L’attentato di Parigi, infatti, dovrebbe essere solo il primo di una serie di attentati in Europa in cui la Capitale è uno dei bersagli più a rischio. Fonti di intelligence israeliana, inoltre, riferiscono a Il Tempo del possibile invio in Italia, così come in altri Paesi europei, di agenti a tutela delle comunità ebraiche. Secondo Nsa, in alcune intercettazioni, gli jihadisti avrebbero fatto il nome di Roma, anche se non si ha contezza di piani concreti. Massima allerta, quindi, in tutto il nostro Paese, dove sono già stati innalzati i livelli di sicurezza da parte del ministero dell’Interno. I servizi segreti americani, intanto, secondo quanto riferito ieri sera dalla tv di Stato israeliana Canale 1, hanno avvertito il Vaticano che la Santa Sede è il prossimo bersaglio dell’Isis. A conferma di ciò, quindi, l’Angelus di Papa Francesco si è svolto con ulteriore livelli di protezione. Anche l’intelligence italiana ha confermato, già nei mesi scorsi, che il cuore della cristianità è un «possibile obiettivo» dello Stato islamico. Al momento, secondo gli 007, «non ci sono segnali concreti» che possano far pensare a un attacco imminente. Sottovalutare l’allarme che ormai arriva da più parti, però, sarebbe una leggerezza imperdonabile e il rischio potrebbe essere quello di trovarsi come la Francia, che forse non ha ben considerato le notizie arrivate dai servizi segreti algerini. Non è escluso, infatti, che i commandos siano già approdati negli Stati in cui hanno intenzione di compiere l’attentato. L’organizzazione comprenderebbe 4 unità per gruppo, che hanno il compito di agire in modo autonomo in base agli ordini già ricevuti per portare la jihad in territorio nemico. I terroristi, poi, potrebbero sfruttare gli sbarchi continui sulle nostre coste per "travestirsi da profughi" e approdare indisturbati in Italia, senza alcun documento di riconoscimento. Da qui, poi, è facile raggiungere l’obiettivo e comportarsi di conseguenza. La procura di Palermo sta indagando sul rischio di infiltrazioni terroristiche in Italia derivanti dai flussi migratori. Nel fascicolo sono confluite le immagini, presenti sui cellulari di 5 extracomunitari al momento dello sbarco, in cui si sono fatti fotografare con i volti coperti da un cappuccio nero, in mano kalashnikov e armi pesanti. Tra il 2011 e il 2012, poi, secondo quanto pubblicato sul settimanale L’Espresso, in edicola venerdì, tra Milano e Roma, secondo le indagini dei magistrati dell’antiterrorismo del capoluogo lombardo, sono state commesse più di 20 azioni violente di matrice jihadista: ferimenti, aggressioni, pestaggi, danneggiamenti, devastazioni, minacce e intimidazioni ai danni delle minoranze politico-religiose più perseguitate dalle milizie islamiste in Siria. L’unica azione visibile, però, sarebbe quella avvenuta nella notte del 10 febbraio 2012, quando la sede dell’ambasciata siriana a Roma è stata assaltata da un gruppo di oppositori. Alcuni di loro furono arrestati nell’immediato e successivamente rivendicano anche l’azione con un video. Uno di questi H.S. in Siria ha giustiziato soldati di Assad.

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