Una marea umana «senza precedenti», così numerosa nella capitale che il ministero degli Interni annuncia di non poterla contare. L’intera Francia, e con essa tutta l’Europa, è scesa in strada per manifestare contro il terrore. Le ultime stime parlano di almeno 3,7 milioni di persone scese in strada in tutto il Paese, solo a Parigi la questura, secondo l’agenzia France Press, avrebbe smesso di contare i partecipanti alla marcia a quota due milioni. Già dalle prime ore del mattino migliaia di persone avevano preso posizione a place de la Republique. Bandiere tricolori, cartelli e striscioni con la scritta «Je suis Charlie» e tante matite. Intorno alle 15 oltre 40 capi di Stato e decine di delegazioni in rappresentanza di tutte le religioni, hanno dato il via alla marcia. In prima fila il presidente Holland con al fianco il presidente del Mali, la cancelliera Angela Merkel e il premier Matteo Renzi. Una folla oceanica e composta ha marciato così per circa tre chilometri in gran parte in silenzio, intonando a tratti l’inno nazionale della Marsigliese. Applausi, anche dai balconi e le finestre, hanno salutato il presidente Hollande, che ha salutato e abbracciato i parenti delle 17 vittime delle stragi parigine. Applausi anche al passaggio dei poliziotti. Il primo ministro Manuel Valls si è poi mescolato alla folla dei manifestanti per stringere le mani ai francesi dopo avere twittato i nomi delle vittime: Georges Wolinski, Bernard Verlhac detto Tignous, François-Michel Saada, Michel Renaud, Mustapha Ourrad, Ahmed Merabet, Bernard Maris, Clarissa Jean-Philippe, Philippe Honoré, Yoav Hattab, Yohan Cohen, Stéphane Charbonnier detto Charb, Elsa Cayat, Jean Cabut detto Cabu, Franck Brinsolaro, Philippe Braham, Frédéric Boisseau. Subito dopo aver partecipato alla marcia di Parigi il presidente francese Francois Hollande si è recato in visita alla famiglia di Ahmed Merabet, il poliziotto ucciso in una barbara esecuzione mercoledì davanti alla sede di Charlie Hebdo. Ad accogliere il presidente c'erano la madre, i fratelli e la compagna di Ahmed. All’agente ucciso verrà conferita la Legion d’onore postuma. Sempre nel pomeriggio Hollande e il premier israeliano, Benjamin Netanyahu hanno commemorato le vittime nella Grande Sinagoga di Parigi. I quattro ostaggi ebrei uccisi nel market kosher verranno sepolti in Israele. Tra i tanti messaggi e manifestazioni di solidarietà, spicca quella della regina Rania di Giordania, presente alla marcia di Parigi con il marito re Abdullah II: «Non vi è giustificazione per chi risponde ad un’offesa con un omicidio. Non nel nome della religione. Non nel nome dell'Islam». Manifestazioni di solidarietà si sono svolte in contemporanea a quella parigina non solo in altre città della Francia ma anche a Vienna, Berlino, Milano, Londra, dove i monumenti della City si sono colorati della bandiera francese. Il segnale è stato forte e chiaro e dovrà esserlo ancora di più il 18 febbraio quando i grandi del mondo si riuniranno a Washington per il summit su sicurezza e terrorismo.
Oltre due milioni in piazza. L’Europa c’è
Una folla oceanica ha «invaso» Parigi. Applausi e cori per i poliziotti Più di quaranta capi di Stato al fianco del presidente Hollande
