La rottura è totale. Raffaele Fitto è ormai virtualmente fuori da Forza Italia e sempre più vicino a una specie di «santa alleanza» con Flavio Tosi e Giorgia Meloni, basata soprattutto sulle primarie. L’eurodeputato non è stato invitato alla convention azzurra di Roccaraso, dove quello che continua a definire «il mio partito» era in riunione plenaria. Così, accompagnato dall’inseparabile Daniele Capezzone, è andato a Roma insieme ai due nuovi compagni di viaggio a tentare di dare la «sveglia al centrodestra», facendo così felici gli organizzatori della Fare Futuro di Adolfo Urso e, perché no, chi ancora non riesce a trovare riferimenti validi fra le posizione governative di Angelino Alfano, filogovernative del duo Berlusconi-Toti o radicali di Matteo Salvini. «Il mio partito commette un grosso errore», ha detto senza mezzi termini Fitto, di fronte a una Sala 4 del Cinema Adriano di Roma piena ma non stracolma. «Continuerò a sostenere con forza e chiarezza le mie idee – ha proseguito - Nessuno, escludendomi da un’iniziativa, pensi di non ascoltare ciò che penso e ciò che pensano in tanti nel partito e nel centrodestra». Il resto, l’eurodeputato lo ha fatto sui social, ed in particolare su Twitter, dove ha retwittato un commento ironico di un suo follower con allegata una foto di Roccaraso con Mara Carfagna, Giovanni Toti e Antonio Razzi. A poco servono le parole di Toti, che dalla località sciistica abruzzese ha replicato: «Mi sembra una polemica sul nulla. Mi risulta che il presidente Berlusconi abbia più volte offerto a Fitto incarichi all'interno del partito, sempre rifiutati. Fitto non ha quindi incarichi nel partito. Qui sono stati invitati una serie di deputati e senatori sulla base dei temi che bisognava trattare». Non è ancora chiaro se il trio Tosi-Meloni-Fitto possa avere un futuro o sia un’alleanza momentanea. Da quello che è emerso ieri, di sicuro i tre hanno molti punti in comune nel dibattito interno al centrodestra, mentre sono apparsi (nonostante gli sforzi) distanti sul piano programmatico. Non a caso, il tema centrale è sempre quello delle primarie. «Il centrodestra come l’abbiamo conosciuto è morto» ha sentenziato Giorgia Meloni, che poi ha aggiunto: «Con una situazione dove c’è chi sta al Governo con la sinistra, dove chi gli fa da stampella e chi sta all’opposizione, è impossibile rimettersi intorno a un tavolo e ragionare. Soprattutto se non c’è una visione di centrodestra. Tirare fuori un nome a caso, oggi, significa non vincere mai». Poi la leader di Fratelli d’Italia ha gridato: «Io non voglio morire renziana. Io voglio vincere. Cosa è mancato al centrodestra in questi ultimi anni? La coerenza». Dure anche le parole di Flavio Tosi. Secondo il sindaco di Verona «c’è chi vuole che il centrodestra vinca e chi sta facendo altro con il patto del Nazareno. Le primarie sono l’unico modo per uscirne». Poi ha fatto l’esempio dell’Emilia Romagna: «Da leghista sono contento, perché Salvini ha ottenuto un risultato storico. Ma se guardiamo il centrodestra, la debacle è stata epocale». Unità d’intenti sui temi interni, critiche condivise al Governo Renzi (spesa e debito pubblico in aumento, burocrazia non intaccata), ma anche ovvie differenze culturali sulle proposte. Dal decentramento (o federalismo, per dirla alla Tosi) a Schengen, passando per i modelli economici europei, i tre faticano a sovrapporsi. Come sul nome del prossimo Presidente della Repubblica: «Non un nuovo Giorgio Napolitano – ha detto Meloni – né un nome suggerito dal Ppe. Serve una persona che antepone gli interessi nazionali. Una Angela Merkel italiana», quando poco prima Tosi aveva affermato che «se proprio il nuovo Capo dello Stato deve essere di centrosinistra, mi piacerebbe fosse Piero Fassino». Fitto, invece, si è limitato a dire che vorrebbe un Presidente «autorevole, serio e credibile». In platea anche l’immancabile Francesco Storace, che ha lasciato una battuta critica: «Mi dispiace non aver sentito la parola "legalità"».
Fitto emarginato da FI va con Tosi e Meloni
Escluso dalla riunione in Abruzzo: "Grave errore". Fra i tre siglato a Roma il "patto delle primarie" LEGGI ANCHE Il centrodestra si compatta contro Sel
