Politica

È giallo sulla notte di Capodanno

C’è una guerra interna ai sindacati alla base della figuraccia di Atac nella notte di San Silvestro, quando la presenza al lavoro straordinario di appena 7 macchinisti su 150 (e su 24 necessari) ha...

C’è una guerra interna ai sindacati alla base della figuraccia di Atac nella notte di San Silvestro, quando la presenza al lavoro straordinario di appena 7 macchinisti su 150 (e su 24 necessari) ha creato enormi disservizi su entrambe le linee della metro. Una vicenda molto simile a quella dei vigili urbani, ma che nelle ultime ore si presenta diversa. L’elemento nuovo sta nell’accordo firmato il 30 dicembre fra l’azienda e la Scua (segreteria sindacale unitaria), che ha permesso l’apertura delle metro fino alle 2.30: «Le parti condividono – si legge - che qualora il personale volontario non fosse sufficiente alla copertura delle prosecuzioni di servizio, esse non saranno realizzate con conseguente chiusura del servizio stesso alle ore 23.30, ultima corsa». Dunque, se si sapeva che solo 7 macchinisti avevano aderito allo straordinario, perché rischiare tenendo le metro aperte fino alle 2.30? «Perché i sindacati avevano assicurato la presenza del personale – rivela Renzo Coppini, segretario del Sult – nonostante il parere contrario delle rsu». Cosa significa? «Fino al giorno prima – racconta - le sigle sindacali maggiori avevano tirato la corda e le rsu (i macchinisti che fanno parte del sindacato, ndr) avevano bocciato l’accordo. Poi qualcosa deve essere cambiato quando la contrattazione è arrivata alla Scua (dove siedono i segretari, ndr)”. Ma alla fine i macchinisti non hanno risposto alla chiamata a raccolta. Ma allora, perché non si è limitato il servizio alle 23.30? «Perché forse qualcuno ha assicurato ai vertici dell’azienda che i propri uomini avrebbero aderito all’ultimo minuto. Cosa che non è avvenuta». Ad attaccare il «sistema», invece, è Alessandro Neri (vicesegretario Faisa Confail): «La classe dirigente di Atac e’ troppo lontana dai problemi reali del trasporto, non vorrei che il servizio non sia stato arginato di proposito, per motivi politici. A maggior ragion, giù le mani dai macchinisti».

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