L’ultimo pasticcio è un tweet inopportuno sul gol della Roma a Udine. Tweet ritirato e successiva colpa girata su un collaboratore. Ma non c’è dubbio che il bilancio di queste vacanze non è dei più lusinghieri per Matteo Renzi tra polemiche sui voli di Stato con famiglia per sciare in Valle d’Aosta passando per la norma Salva-Berlusconi infilata in un decreto legislativo all’ultimo momento (ha fatto tutto da solo). Il rischio vero per il premier è di presentarsi indebolito, in debito d’ossigeno, un po’ in difficoltà alla partita più importante: l’elezione del presidente della Repubblica. Ci arriva, il capo del governo, leggermente screditato nell’opinione pubblica e davanti ai Grandi elettori. In politica non appena si mostra una fragilità, questa diventa subito una forza per gli avversari. E infatti la minoranza interna del Pd in questi giorni si è sentita rafforzata e ringalluzzita, pronta a giocare un ruolo nell’elezione del successore di Napolitano. Già, Re Giorgio. Pronto a lasciare prima possibile prima di vedere il castello crollare. Il solo fatto che Renzi corteggi Berlusconi con una norma ad hoc è dimostrazione del fatto di fidarsi poco del proprio partito: ha bisogno di cercare voti altrove. Adesso il premier ha davanti a sé due scenari: insistere sulla linea del "Matteo fa tutto da solo" o provare a fare "Renzi lo statista". Oggi si capirà visto che si riparte con la legge elettorale e si comprenderanno le intenzioni della minoranza interna e visto anche che il segretario del Pd sarà nel pomeriggio all’assemblea dei suoi parlamentari. L’elezione del prossimo presidente della Repubblica è una partita assai delicata. Intanto dovrebbe avvenire a fine gennaio, dopo le votazioni in Grecia (si tengono il 25) e prima che la Commissione Ue avvii la verifica sui nostri conti pubblici e decida se aprire o no una procedura d’infrazione per debito eccessivo. Tradotto in soldoni significa che nello scenario peggiore ci verranno imposte manovre da 30-40 miliardi a botta, scelte insostenibili. Non sono materie da affrontare con un tweet, tantomeno affidato a un collaboratore. Renzi scelga solo la strada migliore per l’Italia.
Cercasi statista disperatamente
di Fabrizio dell’Orefice