Politica

C’è stato fin troppo dialogo E i sindacati sono divisi

«Solo» 135 assenti per malattia a Capodanno 2013 e 132 nel 2012: nel giorno in cui gli ispettori ministeriali avviano i controlli sui vigili disertori il Campidoglio blinda la teoria della «ritorsione a causa del nuovo contratto decentrato» aggiungendo numeri, quelli riferiti agli anni passati appunto, che già da soli dovrebbero spiegare l’anomalia del 2014 che si è chiuso, insistono dal Comando dei caschi bianchi, con un’epidemia che ha colpito «767 vigili con un tasso di assenteismo dell’85%». Picco «inspiegabile» a meno che, ne è convinto anche il sindaco Marino, non si riavvolga il nastro di qualche mese, cercando le ragioni del «sabotaggio» nel braccio di ferro cominciato con la nomina di un esterno, il poliziotto Clemente, alla guida del Corpo. La difesa del Comune, abbiamo detto, parte dai dati. Le 44 posizioni già al vaglio degli ispettori ministeriali sarebbero solo le più eclatanti, in attesa di altri eventuali riscontri: «Il riferimento alle 44 posizioni risultate palesemente fallaci, cioè prive di una qualsiasi giustificazione fondata per l'assenza dal lavoro, non riassume la totalità delle anomalie e non deve essere confuso con i dati generali che certificano comunque una eccezionalità difficilmente spiegabile - hanno spiegato dal Campidoglio - con un tasso di assenteismo dell'85% e con percentuali di assenza per malattia pari al 75% del totale (571 agenti), a fronte di una media attesa per il periodo tra il 6-7%. A questi numeri vanno aggiunti il 10% di assenti che ha usufruito della legge 104 (81 persone), un 8% che ha dichiarato di assentarsi a seguito della donazione di sangue (63 agenti) e infine altri che a titoli diversi (per esempio congedi parentali) non hanno lavorato pur essendo di turno». Poi, il raffronto con gli anni passati, 135 e 132 assenti rispettivamente nel 2013 e nel 2012. Troppo «pochi» per giustificare l’ultima defezione. Secondo punto, la «ritorsione» per la rivisitazione del contratto decentrato e le conseguenti ripercussioni sul salario accessorio. Ha spiegato il sindaco Marino che «prima, ad esempio, c’era un’indennità notturna che per la polizia locale partiva dalle 16 nei giorni feriali, inaccettabile. Ho cancellato questi privilegi dicendo «chi si impegna di più guadagna di più, chi lavora di meno abbia di meno». Si sottolinea anche il fatto che le trattative sindacali, tra una manifestazione e l’altra, siano state riaperte più volte, l’ultima a inizio dicembre quando si è concesso di posticipare tutto al 31: insomma, la firma unilaterale non sarebbe frutto di mancanza di dialogo, ma «il tempo concesso per trovare punti di mediazione a loro non bastava mai». Altro tema, la turnazione del personale voluta dal comandante Clemente, che varando il nuovo piano anti-corruzione ha annunciato 850 trasferimenti nei prossimi 22 mesi per i funzionari operativi nello stesso gruppo da più di 5 anni (sette per gli agenti) già a partire da inizio dicembre. Per i vigili «una variante tutta romana della legge anti-corruzione del 2012 perché l’avvicendamento non riguarda le mansioni ma la struttura: come si può lavorare su un territorio che non si conosce, magari a distanza di chilometri dalla propria casa?». Argomentazioni deboli soprattutto dopo il terremoto di Mafia Capitale, che paradossalmente ha rafforzato la linea di sindaco e comandante: «Rotazione per garantire legalità e trasparenza». Ultimo, non ultimo, c’è chi fa notare che sullo sfondo, a marzo, ci sono le elezioni delle Rsu: mollare ora significherebbe perdere non una battaglia ma la guerra.

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