Il segretario del Pd conferma di voler continuare il percorso già cominciato nell’anno appena terminato: «Nel 2015 porteremo a termine l’iter parlamentare delle riforme costituzionali - scrive ancora il capo del governo -. È un lavoro di portata storica. Il presidente Napolitano ha spiegato bene come il bicameralismo paritario sia stato il più grande errore della Assemblea Costituente. Faremo chiarezza sul ruolo delle regioni, elimineremo gli enti inutili, semplificheremo il processo legislativo. Davvero un grande passo in avanti». Non solo, il premier promette anche che «chiuderemo già dalle prossime settimane la legge elettorale». Quindi spiega: «Tra di noi eravamo divisi tra chi voleva i collegi (modello Mattarellum) e chi le preferenze (come in consiglio comunale). Avremo gli uni e gli altri. Per ogni collegio un candidato del partito, che girerà comune per comune, strada per strada, quartiere per quartiere e si farà vedere, riconoscibile, come il volto del Pd. E poi lo spazio, comunque, per le preferenze. Rottameremo le liste bloccate e insieme a loro rottameremo l’inciucismo perché la sera delle elezioni sapremo chi ha vinto». Altro appuntamento annunciato è la riforma della pubblica amministrazione, che in realtà nelle prime slide di Renzi sarebbe dovuta essere licenziata entro aprile scorso: è ancora al Senato. Promette Renzi: «Il Parlamento dovrà licenziare la legge delega sulla pubblica amministrazione. Meno sprechi, tempi certi delle risposte da parte del pubblico, grande investimento nel digitale, semplificazione e efficienza. Perché i tanti bravissimi funzionari pubblici che lavorano con onore hanno il diritto di non essere infangati da furbetti e furbastri». Sul fronte dei provvedimenti già varati, il segretario del Pd spiega che «approvata la legge di riforma sul lavoro continueremo a operare per una politica industriale degna di questo nome e per norme più semplici. Meno alibi, più diritti. Quando la nuvola dell’ideologia si diraderà tutti si renderanno conto che le nuove regole sono più giuste e più chiare. E offrono sia agli imprenditori che ai lavoratori certezze maggiori. Dobbiamo però continuare sulle crisi aziendali. Il primo gennaio si è aperto col primo volo Alitalia Etihad. Da Terni a Taranto, da Termini Imerese a Piombino, da Reggio Calabria a Trieste, da Avellino a Genova sono tante le aziende che hanno visto sbloccate le crisi. Ma dobbiamo attrarre investimenti con più determinazione».
L’agenda di Matteo: «Mission impossible»
Il premier lancia una serie di nuove iniziative: dall’economia allo sport Ma sono ancora in sospeso le promesse del 2014. Come la riforma della Pa
