Riforma del fisco bloccata: tutto ritorna al Consiglio dei ministri. La questione viene sollevata da due quotidiani, che stamane aprono con la notizia che, se quella norma dovesse passare così com'è, Silvio Berlusconi potrebbe tornare candidabile praticamente da subito, comunque dalla primavera. La norma contemplerebbe una soglia del 3% dell'evasione rispetto all'imponibile, al di sotto della quale il reato non sarebbe più punibile penalmente. In altre parole, Berlusconi potrebbe vedersi derubricato il tipo di pena ad una semplice sanzione amministrativa. Ragion per cui decadrebbe la condanna che lo vede ai servizi sociali e, soprattutto, gli interdice la candidabiltà Palazzo Chigi annuncia il dietrofront. Fin da subito il presidente del Consiglio fa sapere, in forma ufficiosa, due cose. La prima che non ritiene possibile che una sentenza passata in giudicato possa essere svuotata da una norma successiva. La seconda che lui, comunque, la norma in questione è pronto a bloccarla, nel caso. Passa poco tempo e una nota ufficiosa di Palazzo Chigi annuncia il dietrofront. Prima però si difende la natura e l'intendimento della riforma, senza risparmiare le parole. "I decreti delegati sul fisco segnano una rivoluzione nel rapporto tra fisco e cittadini, tra fisco e aziende. La logica che il Parlamento ha affidato al Governo è molto chiara: recuperare più soldi dall'evasione, depenalizzando laddove possibile e contestualmente aumentando sanzioni e pene per i reati che rimangono tali", si puntualizza, "Oggi in Italia meno di cento persone su sessanta milioni scontano pene per reati tributari. Il che è assurdo, se pensiamo alle stime, incredibili, dell'evasione nel nostro Paese. Si tratta dunque di cambiare in modo radicale. Questo è l'obiettivo del Governo". "Disciplinare in modo puntuale l'abuso di diritto, dare certezze a investitori e cittadini, stangare con più severità i veri colpevoli e smettere di ingolfare i tribunali penali per questioni formali è un grande obiettivo di civiltà giuridica""Con questo spirito il Governo ha votato nell'ultima seduta del Consiglio dei Ministri la prima lettura del decreto delegato che va in questa direzione", proseguono le fonti di Palazzo Chigi, "Lo ha fatto discutendo articolo per articolo, su tutti i punti in discussione, riducendo le pene rispetto alle proposte del presidente del consiglio dei ministri per un comprensibile problema di equilibrio del sistema sanzionatorio e aprendosi a una discussione vera, non formale, collegiale, durata più di un'ora". A questo punto l'annuncio: "Il nostro Governo non fa norme ad personam, non fa norme contra personam. Fa norme che rispondono all'interesse dei cittadini. Di tutti i cittadini. Queste norme consentiranno di non avere interpretazioni discrezionali tra commissione tributaria e commissione tributaria, ma finalmente darà lo stesso tipo di pena da Milano a Palermo". E allora "di tutto abbiamo bisogno tranne che dell'ennesimo dibattito sul futuro di un cittadino, specie in un momento come questo dove qualcuno teorizza strampalate ipotesi di scambi politici-giudiziari, anche alla luce del delicato momento istituzionale che il Paese si appresta a vivere". Per questo "il Presidente del Consiglio dei ministri ha chiesto questa mattina agli uffici di non procedere - per il momento - alla formale trasmissione alla Camera del testo approvato in Consiglio dei Ministri. La proposta tornerà prima in Consiglio dei Ministri, poi alle Commissioni, quindi di nuovo in Consiglio per l'approvazione definitiva entro i termini stabiliti dal Parlamento e cioè entro marzo 2015". Renzi: "No norme ad personam". "Tutte le volte che si parla di fisco si tocca sempre uno dei processi di Berlusconi, ma noi non facciamo norme né ad personam né contra personam" spiega il premier ai microfoni del Tg5. "Se qualcuno immagina che in questo provvedimento ci sia non si sa quale scambio o retroscena, non c'è problema: noi ci fermiamo, questa norma la rimanderemo in Parlamento soltanto dopo l'elezione del Quirinale, dopo che Berlusconi avrà completato il suo periodo a Cesano Boscone, e dimostreremo che non c'è nessun inciucio strano di cui avere paura o timore. Anche i professionisti del retropensiero avranno modo di ricredersi". Berlusconi: "Trovano sempre il modo di mettermi in mezzo". "È possibile che tutte le volte che c'è un provvedimento importante sul fisco, che riguarda milioni di italiani, qualcuno si senta obbligato a mettere in mezzo me? Ogni pretesto è buono per chiamarmi in causa... Silvio Berlusconi, raccontano fonti azzurre, avrebbe appreso solo dai giornali di una norma a suo favore nella riforma del fisco messa a punto dal governo Renzi. Sentirsi chiamato in causa per un condono fiscale non fa piacere. Anche perché si tratta di un codicillo che desta tante perplessità, dal punto di vista tecnico-giuridico, soprattutto nello staff legale dell'ex premier. Franco Coppi e Niccolò Ghedini, infatti, non sono affatto convinti dell'applicabilità di questa disposizione al caso del Cav. Anzi, ad Arcore, si chiedono cui prodest tutto ciò, visto che la norma salva-Berlusconi inciderebbe sugli effetti della sentenza di condanna Mediaset, vale a dire sulle pene accessorie, ma non certamente sulla candidabilità o meno del leader forzista, l'aspetto che più sta a cuore agli azzurri. Molti fedelissimi berlusconiani scommettono che sia stata una mossa per mettere in crisi il patto del Nazareno. Berlusconi, assicurano, è convinto che presto recupererà la piena agibilità politica e confida nella Corte dei diritti europei dell'uomo. Lo stato maggiore forzista attende da Strasburgo il segnale che consentirà al suo leader, una volta terminati i servizi sociali a Cesano Boscone, di tornare in campo senza limiti di sorta. L'unico vero obiettivo, dunque, resta quello della completa riabilitazione tramite giudizio della Corte europea. In ambienti azzurri fanno notare anche un altro aspetto non di poco conto: ci fosse per caso una 'maninà per colpire il patto del Nazareno in una fase politica così delicata in vista dell'elezione del capo dello Stato? «Non abbiamo chiesto nessuna norma ad personam a Renzi, noi abbiamo letto di questo codicillo sui giornali», assicura un big azzurro, di casa a palazzo Grazioli.
Evasione fiscale, Renzi blocca norma "salva Berlusconi"
Scoppia il caso sul testo governo: Silvio potrebbe tornare ricandidabile. Stop del premier, la proposta di legge di nuovo in Cdm: "Non facciamo leggi ad personam". Il Cav: "Trovano sempre il modo di mettermi in mezzo"
