Politica

Matteo prepara il round finale per l’Italicum

«Costituzione, legge elettorale, fisco, giustizia civile, Pubblica amministrazione, cultura-scuola-Rai, Green Act, lavoro. Facciamo sul serio, sarà un buon 2015». Così ha «twittatto» ieri Matteo Renzi e per dare immediatamente seguito al suo augurio, il presidente del Consiglio si è messo subito al lavoro. Rientrerà già oggi a Palazzo Chigi e, all’inizio della prossima settimana, vedrà uno per uno i ministri per mettere a punto l’agenda di governo. Il primo appuntamento «sensibile» è previsto per giovedì 8 gennaio, quando in Aula al Senato arriverà l'Italicum, il primo banco di prova della tenuta del patto del Nazareno e della maggioranza, considerato che ancora ieri Forza Italia, attraverso il «Mattinale», ha ribadito la necessità di trovare prima l'accordo sul successore di Napolitano e solo dopo approvare le riforme, legge elettorale inclusa, esortando Renzi ad avviare consultazioni con i capigruppo delle forze politiche in Parlamento. Per questa ragione il premier vedrà i parlamentari del Partito Democratico, proprio sulla legge elettorale, mercoledì 7 gennaio. Il 13 gennaio il premier sarà a Strasburgo per chiudere l'ideale «viaggio di Telemaco», come egli stesso aveva definito il semestre di presidenza italiana in Europa. Strettamente connesso alla partita sulle riforme c’è l’appuntamento di Davos del 20 e 21 gennaio, con il World Economic Forum in cui il presidente del Consiglio tornerà a battere sul lavoro che il governo sta facendo in Italia, in ambito di riforme costituzionali e a livello di tessuto economico. Subito dopo, il 22 e 23 a Firenze, si terrà il bilaterale con Angela Merkel: un appuntamento a cui il premier tiene molto e che riserverà sorprese, stando a quanto riferiscono fonti di Palazzo Chigi, anche per quel che riguarda l’impatto scenico. Nel frattempo ieri Renzi ha telefonato al sottosegretario al Lavoro Teresa Bellanova (Pd) alla quale, da alcuni giorni, è stata assegnata una scorta in seguito a minacce ricevute in relazione al suo impegno per l’approvazione della legge sul «Jobs act». Il presidente del Consiglio ha inteso dare al sottosegretario un segnale di vicinanza augurandole al contempo buon lavoro.

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