In Irlanda, Canada, Stati Uniti e Francia. E ancora: Messico, Belgio, Brasile. Ma è in realtà molto più lungo l’elenco dei Paesi nelle cui parrocchie si sono verificati casi di pedofilia. Lungo e pieno di drammi. La svolta di Papa Francesco, che segue quella già impressa dal predecessore, Joseph Ratzinger, nel dichiarare guerra ai preti pedofili, nasce anche dalla scoperta di casi eclatanti di abusi su piccole vittime, compiuti, a volte, da chi sedeva al vertice di alcune diocesi cattoliche. Tenendo sempre ben presente che le accuse ai preti si sono rivelate in certi casi false, e che da un punto di vista statistico gli episodi di pedofilia si annidano soprattutto nella famiglie e non nelle parrocchie (dove anche un solo caso, però, risulta particolarmente odioso), alcuni scandali, recenti o anche più lontani nel tempo, appaiono impressi nella memoria, anche se spesso si tratta ancora di "presunti" pedofili. Nel 2009 l’ex vescovo canadese Raymond Lahey viene arrestato all’aeroporto di Ottawa perché trovato con una valigetta piena di materiale pedopornografico. Lahey riconoscerà le sue colpe. Nel settembre del 2014 finisce agli arresti domiciliari l’ex nunzio apostolico nella Repubblica Dominicana, monsignor Jozef Wesolowski, che la Congregazione per la dottrina della fede aveva in precedenza ridotto allo stato laicale per gravi reati di pedofilia. Poco più di un anno fa l’arcidiocesi di Milwaukee, nel Winsconsin, pubblica migliaia di documenti riguardanti abusi sessuali commessi da preti su minorenni. Nel lungo elenco di nomi compaiono anche quelli del reverendo Lawrence Murphy, direttore della St. John’s School di Milwaukee, che nei 20 anni in cui lavorò con bambini sordomuti ne molestò oltre 200, e quello di Sigfried Widera, della diocesi di Orange, in California, morto suicida dopo le reiterate accuse di pedofilia. Ancora nell’arcidiocesi di Milwaukee, casi di molestie coinvolgono anche un altro vescovo, Raymond Adamsky. In Irlanda, a Dublino, padre Brendan Smyth viene condannato a 12 anni per gli abusi compiuti su almeno venti bambini e bambine fra il 1958 e il 1993. Nel 2006, in Messico, è addirittura il fondatore dei Legionari di Cristo, Marcial Maciel Degollado, ad essere sanzionato dal Vaticano per abusi su giovani compiuti nell’arco di 30 anni, mentre in Belgio, il vescovo di Bruges, Roger Vangheluwe, è costretto, nel 2010, a presentare le dimissioni dopo aver confessato che per molti anni ha compiuto abusi sessuali su un ragazzo. Ed è di pochi giorni fa la notizia che in Brasile, nello Stato meridionale di Rio Grande do Sul, nell’ambito dell’operazione «Silenzio degli innocenti», è finito dietro le sbarre un ex vescovo, Joao Marcos Porto Maciel, accusato di praticare pedofilia da più di 50 anni. Pochi anni fa Georg Mueller, ex vescovo cattolico di Trondheim, Norvegia, annuncia le sue dimissioni nel corso della celebrazione della messa. Poco dopo emerge che nei giorni precedenti il prelato aveva confessato i suoi abusi sessuali su un ragazzo minorenne. È il primo caso di pedofilia nella chiesa cattolica norvegese. Infine in Africa, e precisamente in Sierra Leone, un maestro di scuola elementare accusa un sacerdote cattolico, James Tully, di aver praticato le sue «prepotenze sessuali» su alcuni bambini. L’arresto del prete romano di ieri è solo l’ultimo della lista.
La Guerra Santa iniziata da Ratzinger
In Irlanda, Canada, Stati Uniti e Francia. E ancora: Messico, Belgio, Brasile. Ma è in realtà molto più lungo l’elenco dei Paesi nelle cui parrocchie si sono verificati casi di pedofilia. Lungo e...
