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L’aereo saliva troppo piano. È andato «in stallo»

Mentre 47 sommozzatori attendono che il mare si calmi per immergersi nello Stretto di Karimata e recuperare i resti del volo QZ8501 precipitato domenica, è stata identificata la prima vittima del...

Mentre 47 sommozzatori attendono che il mare si calmi per immergersi nello Stretto di Karimata e recuperare i resti del volo QZ8501 precipitato domenica, è stata identificata la prima vittima del disastro aereo. Si tratta di Hayati Luthfiah Hamid, indonesiana, una dei 155 passeggeri a bordo dell’A320 decollato da Surabaya, in Indonesia, e mai arrivato a Singapore. I familiari l’hanno riconosciuta grazie agli oggetti personali. Tra i nove cadaveri finora recuperati c’è anche quello di una ragazza con la divisa da hostess. Si pensa possa essere Khairunnisa Haidar, 22 anni, la più giovane dei sette membri dell’equipaggio. Lavorava in AirAsia da due anni. Dai tracciati radar acquisiti dagli inquirenti risulta che l’Airbus 320 viaggiava a 353 nodi orari quando alle 0.17 è scomparso. Una velocità, secondo gli esperti, «troppo bassa, soprattutto dopo che i piloti avevano annunciato di voler salire da 32mila a 38mila piedi di quota per evitare condizioni meteo avverse». Bassa velocità che avrebbe contribuito a mandare in stallo il velivolo. La posizione in cui si trova il jet sul fondadale, rovesciato e inclinato su un lato, porterebbe verso questa ipotesi. Che solo i dati registrani dalla scatola nera potranno confermare. «Le ricerche nel Mar di Java, su un’area di 13.500 chilometri quadrati tra il Borneo e l’isola di Belitung, sono condotte da 19 navi, quattro elicotteri e aerei di cinque paesi», spiega Fransiskus Bambang Soelistyo, capo dell’agenzia indonesiana di soccorso. Intanto è «giallo» sulla vendita, tra il 22 e il 23 dicembre, da parte del Ceo di airAsia Tony Fernandes di 944.800 azioni della Tune Insurance Holdings Bhd, la società che assicura chi vola con la low cost malese.

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