«Renzi si è scordato di spiegare perché mentre gli imprenditori si impiccano per la crisi la sua azienda di famiglia ha fatto pagare i debiti con i soldi pubblici garantiti dalla finanziaria regionale toscana Fidi partecipata anche dal comune di Firenze di cui lui era sindaco». Lo afferma Donzelli di Fdi-An. «Mentre l'accesso al credito continua ad essere uno dei punti dolenti per migliaia di persone 300mila euro vengono dati (senza ipoteche) all'azienda di proprietà della famiglia di Renzi dalla finanziaria della Regione partecipata sia dal Comune di Firenze (di cui Renzi era sindaco) sia dalla Cassa di risparmio di Firenze, nel cui board compare l'amico storico di Renzi, Marco Carrai. Ci sembra immorale che la Bcc di Pontassieve, creditrice della Chil Post per 450mila euro, si sia vista rifondere il debito da Fidi Toscana: in altre parole il debito della famiglia del premier è stato coperto dai soldi dei contribuenti. Al di là di eventuali profili di illiceità resta l'odiosa sensazione di una corsia preferenziale percorsa da chi si professa paladino della trasparenza».
La denuncia
«I debiti del premier pagati con i soldi pubblici»
