Politica

LEGALITÀ E TRASPARENZA

Alfonso Sabella, giudice e sceriffo: «Studierò le carte dell’inchiesta»

«Rappresento un’anomalia. Un giudice non dovrebbe mai avere ruoli politici. Ma questa è una situazione eccezionale». Alfonso Sabella è emozionato e allo stesso modo felice per il nuovo incarico. Il nuovo assessore alla Legalità e Trasparenza ha un passato da cacciatore di mafiosi: ne ha «acchiappati» di pesci grossi, quando era nel pool guidato da Gian Carlo Caselli, dai fratelli Brusca a Leoluca Bagarella. La sinistra radicale non lo vede di buon occhio, perché ai tempi del G8 di Genova era responsabile del carcere di Bolzaneto, ma l’indagine sul suo conto fu aperta e archiviata in un lampo. «Non farò lo sceriffo - assicura - non voglio bloccare la città. Farò solo in modo che tutto si svolga nel massimo della legalità e della trasparenza, appunto. Ho accettato per spirito di servizio, quanto emerso dalle indagini mi ha colpito molto. Mafia Capitale è accumunabile a Camorra o Cosa Nostra? Ci sono punti in comune, ma anche molte caratteristiche originali». E infine: «Voglio esaminare tutte le carte entro il 31 dicembre».

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