I «neofascisti» arrestati ieri avevano un loro punto di riferimento: fermo, cristallizzato nel secolo scorso. Miravano a ricostituire il movimento «Ordine Nuovo», l’organizzazione «nera» fondata nel 1969 che fra i suoi esponenti annoverava Franco Freda, condannato per alcuni attentati esplosivi, assolto con sentenza definitiva per la strage di piazza Fontana e poi ritenuto dalla Cassazione fra gli organizzatori della strage ma non più processabile. Freda, torna il terrorismo nero? «Sono immerso nella mia vita monastica e da anni non guardo la tv e non leggo i giornali. Detto ciò, credo sia corretto mettere la parola “neofascisti” tra virgolette in un caso del genere». Lei conosce qualcuno degli arrestati? «Beh, Rutilio Sermonti (ex appartenente a On ritenuto l’ideologo) è un vecchio miliziano che ha combattuto contro gli antifascisti. Era un amico personale di Pino Rauti. Un appassionato paleontologo, fratello di un noto genetista. Ma avrà 95 anni, è sulle soglie del congedo dall’esistenza». Ci pare di percepire dello scetticismo. «Sono un vecchio veterano nichilista. Un tempo potevamo anche commettere delle ingenuità, ma questi cosiddetti “neofascisti”, da quel che pare di capire, si organizzavano parlando al telefono. Non sono bipedi ingenui, sono bipedi sciocchi. Però è interessante vedere che ci sono ancora delle risorgive». Cosa spinge degli uomini, nel 2014, a voler ricostituire Ordine Nuovo? «La voglia, la catatonia, la bassa marea di questi tempi di scirocco, la stanchezza, l’estenuazione. Ma non credo che qualcuno, oggi, possa riuscire a reagire a questa generale spossatezza, al ristagno, alla mancanza di volontà, autoispirandosi a queste velleità. È vero, però, che i nostri cosiddetti simili, e parlo delle classi dirigenti, hanno ormai cassato la nostra volontà». Dunque lei pensa che ci siano le premesse sociali ed economiche per azioni terroristiche di questo tipo? Qualcuno può davvero prendere in mano le armi? «Sinceramente non lo so. So, però, che in Grecia la crisi ha portato a qualche virulenza e alla nascita di Alba Dorata, con reazioni contro gli allogeni e la classe dirigente ladrona. Quindi può darsi. Io, come nichilista, se potessi invoglierei a reagire nei modi consentiti non dalle istituzioni, ma dalla situazione. Non credo si possa ritenere un peccato». Sembra però chiaro, dalle intercettazioni, che si volesse andare ben oltre il consentito. «Ma lei ci crede veramente? Lei davvero pensa che avessero questa vocazione alla rottura, a negare i nessi di questa realtà? Ci crede davvero? Io no. Sarà l’ennesima farsa di qualche magistrato che vuole il proprio nome sui giornali. Anche in passato una certa genìa di servitori dello Stato si esercitava con queste invenzioni».
Freda: «Ma quali nostri eredi Sono solo dei bipedi sciocchi»
L'esponente di Ordine Nuovo parla dei neofascisti arrestati in varie regioni italiane
